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La fioritura di Castelluccio di Norcia

Una piacevole escursione fuori dai confini della Sabina

La galleria fotografica di oggi ci porta fuori dai limiti territoriali della Sabina, per fare un piccola escursione a Castelluccio di Norcia (Pg), nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
In questa terra di mezzo dell'Appennino umbro-marchigiano, antica patria di fate, leggende e magia, ci si può affacciare sul bordo di quello che, in età preistorica, era un grande lago sito a 1400 metri d’altezza, e restare inebriati da un incantesimo che ci accompagnerà per tutta la vita.
Un mare d’erba e fiori, infatti, lambisce le pendici di montagne verdi come smeraldi e lisce come velluto; una sola strada, niente case, né tralicci, né arbusti, solo radi boschetti di faggi, cerri e carpini formano qua e là delle chiazze più scure sul fianco dei rilievi.

La seconda metà del mese di giugno, in particolare, offre a chi visita Castelluccio l'opportunità di ammirare un vero arcobaleno di fiori. È la “Fiorita”, la festa di Primavera che, di anno in anno, rinnova una sgargiante armonia fatta di mille sfumature.
Rosa, rosso, azzurro, viola, verde, giallo, blu: miliardi di fiori sbocciano in rapida sequenza sull’altopiano e sopra i monti circostanti; il foraggio, i cereali, le lenticchie, la senape e i papaveri si affollano sui campi in lunghe teorie, mentre, più in alto, orchidee, ranuncoli, asfodeli, genzianelle, garofani, narcisi e stelle alpine tempestano il manto erboso come gemme sbocciate dalla terra.

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Commenti dei lettori

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[1] Giancarlo Giulio Martini - 22/10/2009 alle 19:45:38
Complimenti vivissimi per le foto e per le straordinarie inquadrature che denotano forte sensibilità e distinta capacità tecnico-professionale.
Altrettanto entusiasmante e, quindi, da imprimere sul blog, è senz'altro anche il “miracolo del rientro”…il ritorno dal pascolo di decine e centinaia di greggi disciplinatamente scortati da cani e giovani pastori. Ed è così che di sera in sera…ogni sera, all'occaso, il verde smeraldo dei prati, si tinge d’improvvise macchie bianche in movimento. Chiazze ondivaghe che si spostano…quasi cullate dalla complicità del venticello “Canapino” sommesso e stuzzicarello, in plotoni che dall’alto sgambettano giù giù verso valle. Una processione che, muovendo dai dolci contrafforti, si sposta ritmicamente verso il piano, in cerca del centro della conca. Ed è li, dove avviene e si concretizza il “miracolo del rientro”. E' il momento topico, cioè, dell'incontro tra le pecore adulte che rientrano dai pascoli, gonfie di latte e d’ amore per i loro affamati batuffolini. D’intorno non si muove e non s’ode suono o rumore. E' silenzio, il silenzio che coinvolge, armonizza e invita a far pace…a far la pace… con se stessi e con il mondo. La Pace che fu tanto amica di San Francesco e che qui ha cresciuto e fatto grandi, Santa Scolastica e San Benedetto, appunto, da Norcia. E pensi…e rifletti. Poi, d'un tratto, è la conca che ti richiama al momento e…quasi percossa da un’onda di passaggio…risuona d'improvvisi belati. E’ l’avviso…l’ora canonica. Gli anziani pastori liberano i cancelletti e dagli stazzi, schizzano...libere e festanti, prodighe ondate di vita sciamante. E si disperdono a nuvola, ed aprendosi a ragnatela, disegnano trame d’autore che, col loro candore, impreziosiscono il velluto incontaminato e puro del tappeto smeraldo. Altro che prato all’inglese o Stadio d’Irlanda, è qui il bello da vedere. Uno spettacolo nello spettacolo... la rivincita della natura. I piccoli corrono e vanno…ricercano e subitamente trovano…ciascuno la propria mammella. Ma sono centinaia, forse migliaia… mantelli villosi tutti eguali, indifferenziabili gli uni dagli altri. E ti domandi: allora, come faranno quei piccolini a ritrovare la loro mamma e viceversa. E' la natura... il miracolo della natura, di nostra madre natura, che risolve dalla notte dei tempi…in modo sempre uguale quello che solamente per noi costituisce dilemma. Ebbene si, in men che tu possa immaginare, ogni piccolo ritrova...e ingordo si attacca …e sugge dalla provvida e generosa poppa di sua madre, il gradito nutrimento. Ed il ciclo si completa. E' un miracolo...il miracolo del rientro che torna a riproporsi ogni sera...nel tempo…nella piana di Castelluccio... quando l'occaso...bacia i contrafforti, ordinati, odorosi e sereni. E poi..e poi scende la sera.


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