Il Teatro Potlach si trova nel punto più alto di Fara in Sabina, proprio là dove intorno all'anno Mille venne fondato il Castello di Fara. Dai quasi 500 metri d'altezza del Colle Buzio, il Potlach svetta sulla valle del Farfa e la Sabina interna. Nei sotterranei di quello che nel 600 fu un convento, ci sono i magazzini con gli allestimenti degli spettacoli e varie sale: la memoria di cinquant'anni di un teatro che da sempre fa della ricerca e della sperimentazione la sua ragion d'essere.
I sotterranei del Potlach sono infatti uno scrigno prezioso in cui murature antiche conservano una memoria lunga mezzo secolo e varie sale funzionali alla vita del teatro: magazzini, allestimenti, sartoria, attrezzeria, musica, prove. I sotterranei vengono aperti in via eccezionale per queste Giornate di primavera: i visitatori verranno accompagnati in un viaggio nel tempo che proporrà una vicenda davvero unica, tra strumenti di scena pronti a riprendere vita e vecchie storie che, raccontate, diverranno nuove.
La domenica pomeriggio alle ore 16:30, nella sala del teatro, Pino Di Buduo (fondatore e direttore artistico del Teatro Potlach) racconterà in una lectio magistralis la storia di un’utopia, di tre giovani che cinquant’anni fa hanno lasciato la grande città per creare un teatro di ricerca e di sperimentazione, costruendo nel tempo una delle realtà più vive e longeve dello spettacolo italiano. La storia di un gruppo che, non sapendo di non poter volare, vola da cinquant’anni.
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