Spettacoli, Maria Stuarda. Una quarantore per l'Afghanistan



Per 'Quartieri dell'arte' XXV edizione

Un progetto performativo di autori vari su concept Gian Maria Cervo e Laura Lucibello. I frammenti da Schiller sono a cura di Carlo Fineschi e Sara Allegrucci.

Musiche Claudio Capponi e interventi critici di Marcello Carriero.

Nell'arco dei 7 giorni previsti, l'animazione della Macchina - rivisitazione moderna di un dispositivo barocco - coprirà una durata effettiva di 40 ore. Per evocare, attorno alla figura simbolica di Maria Stuarda, i molti scontri e conflitti a sfondo religioso che hanno attraversato la storia, dall’Inghilterra elisabettiana all’Afghanistan dei giorni nostri. Veglieranno la macchina cittadini comuni e artisti, mentre scorrono contributi musicali, frammenti teatrali e interventi critici.

La macchina delle quarantore è ispirata alla macchina barocca per l’adorazione dell’eucarestia che ha avuto il suo sviluppo in piena epoca della Controriforma. Anche le congregazioni e le accademie di pittori, scultori e architetti organizzavano le loro macchine, alimentate da lucerne a olio e candele, e lasciavano giovani artisti, desiderosi di inserirsi nell’ambiente accademico, a vegliarne il decoro, in modo che i lumi non si spegnessero (anche Caravaggio effettuò dei turni di veglia a una macchina delle quarantore).

Con questo evento, Quartieri dell'Arte - dal cuore della Tuscia - dà il suo contributo alla campagna di raccolta fondi lanciata dall'Università di Padova e dalla Sapienza di Roma per il ritorno delle studentesse e degli studenti afgani iscritti in Italia. Un'iniziativa particolarmente in sintonia con la mission di un festival dedicato alla formazione di nuovi talenti, attraverso il confronto internazionale tra scrittori e artisti di diverse generazioni.

Sabato 26 settembre, sempre a Celleno, continua l'omaggio alla cultura della strada in tutte le sue forme (tra guitti, lazzari, prostitute e mendicati), all'insegna delle suggestioni caravaggesche seguite in questa XXV edizione del festival. Di scena è Matteo Bergamelli, che intratterrà il pubblico con i suoi RACCONTI DEL 'PELLEGRINO ROSSO', il nome con cui è noto nel web e ormai un po' dovunque. Matteo è un giovane che trascorre da anni le sue estati in solitaria e senza denaro percorrendo a piedi gli antichi itinerari di fede raccontando (prima sui social, ora in un libro e in uno spettacolo) il suo diario di bordo.


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