Spettacoli, Lisboa meu Amor. Isabella Mangani e Stefano Donegà



Uno spettacolo dedicato interamente alle sonorità portoghesi

Oggigiorno, quando si dice Portogallo, anche la parola “fado” sorge spontaneamente alle labbra. Nel 2011 questo genere musicale struggente, ricco e anche allegro (nonostante gli stereotipi) è stato onorato della definizione di “patrimonio immateriale dell’umanità” dall’UNESCO.

Si tratta di un tesoro vastissimo, il cui valore i portoghesi riescono ad accrescere lasciando permeare la tradizione da nuove voci, nuovi approcci quasi sempre rispettosi e pieni di senso. Il Portogallo dispone tuttavia di una ricchezza musicale assai più varia, che qui, nel piccolo spazio di un’ora e un quarto tentiamo di far assaporare, sperando di stimolare ricerche personali e domande post-concerto.

“Lisboa meu Amor” è infatti uno spettacolo dedicato interamente alle sonorità portoghesi, ma non solo al suo genere più noto. Molti sono gli omaggi al fado classico, quello di Amália e di altre celebri voci, e i riferimenti alle sue declinazioni più moderne. Ho deciso però d’inserirvi anche molti rimandi a generi che assai si discostano da questo, passeggiando nel tempo (dal Cinquecento fino a brani scritti pochi mesi fa) e nello spazio, pur restando in Portogallo. Infine, faccio qualche inaspettata incursione in Italia, tra parole e racconti, inducendo lo spettatore a (rac)cogliere il filo rosso gettato dalla musica.

Compagno in questo tragitto è Stefano Donegà, che con la sua chitarra regala al pubblico anche pregevoli momenti solistici.

CREDITS

Di e con Isabella Mangani (voce) e Stefano Donegà (chitarra)


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