Spettacoli, L’Asino di Jon Jesper halle



Tra i castagni centenari dei Giardini di Ararat. Quartieri dell'Arte 2020

Kari si sente intrappolata nella propria vita, nel proprio passato, prigioniera di una società di cui non si sente parte e per questo vuole fuggire, andare in un altro posto. Ma è davvero possibile? Esiste un altro posto dove andare se noi rimaniamo gli stessi di prima? Cambiamento, mutazione, metamorfosi e trasformazione: è questo il viaggio della donna protagonista del dramma di Jon Jasper Halle, una delle firme più importanti del teatro norvegese contemporaneo. L’asino, con la regia di Gianluca Iumiento, è in scena a Bagnaia sabato 19 e domenica 20 settembre (ore 12), tra i castagni centenari dei Giardini di Ararat. Una coproduzione di Quartieri dell’Arte con KHIO Oslo, Florian Metateatro e Teatri Molisani. Il testo esplora il desiderio viscerale di immaginarsi rapiti, sradicati da tutto e da tutti, lontano dagli occhi della gente e in fondo anche dai propri. Nella commedia ci sono solo due personaggi, Kari (Anna Paola Vellaccio) e la Voce (Stefano Sabelli). L’azione nel testo è la fuga di Kari da una società della quale non vuol più far parte, verso una della quale non conosce ancora niente.

La piece inizia con Kari che urla: “Aiutatemi. Non posso più stare qui. Non ho mai chiesto di stare qui. Per favore, se riuscite a vedermi, aiutatemi.” Il personaggio della Voce le risponde e promette di aiutarla, a patto che lei racconti tutta la verità sulla propria storia. In questo modo i due si imbarcano in un lungo e difficile viaggio comune. La Voce sfida costantemente Kari con nuovi interrogativi, lei risponde raccontando e confidandosi. In questo modo viaggiano insieme e migrano di posto in posto. L’azione è un intreccio tra il piano narrativo realistico – la storia di Kari – quello satirico – una critica della claustrofobica società norvegese – e quello mistico e metaforico – dove la narrazione prende improvvisamente forme mitologiche. Kari sogna di fuggire, la voce l’aiuterà a farlo, ma il prezzo da pagare sarà molto alto.

L’asino è un testo polivocale, in cui il linguaggio è il vero motore del dramma, secondo le teorie di scrittura elaborate da Paul Castagno all’inizio del secolo (New Playwriting Syrategies, 20001). La realtà eterogenea nelle nostre società si riversa nel panorama drammaturgico e crea contaminazioni: un acquario linguistico che diventa anche uno zibaldone metalinguistico: un modus vivendi narrativo contaminato e plurilingiustico.

Jon Jesper Halle (1956) è scrittore, drammaturgo e professore di scrittura alla Oslo National Academy of the Arts. Dal suo debutto, nel 1984, ad oggi ha scritto quasi 40 testi per il teatro e la televisione. Tra le sue opere più famose “Dagenes Lys”, vincitrice del National Ibsen Award per la scrittura nel 1996 e “Lilleskogen”, vincitrice del premio Hedda nel 2004. Il suo lavoro di drammaturgo è di ispirazione per molti giovani scrittori.

In questi giorni è sempre aperta, nell'ex chiesa degli Andalami di Viterbo fino al 12 ottobre, la mostra "Vago Fiore", con i pannelli di Francesco De Grandi su tappeto vocale-sonoro di Gian Maria Cervo (voci di Michela Andreozzi, Alessio Boni, Massimiliano Bruno, Viola Graziosi, Monica Nappo, Graziano Piazza, Claudio Santamaria e Francesco Scianna).

La kermesse ha dato ufficialmente il via alla XXIV edizione del Festival Internazionale Quartieri dell’Arte, che prosegue fino a giovedì 5 novembre, con spettacoli, installazione e eventi in tutta la Tuscia, con un programma sempre molto attento alla cultura e alla memoria del territorio, e alla pluralità dei linguaggi. "Con drammaturgie barocche su fatti e figure dell’epoca barocca risuonano drammaturgie barocche e polivocali contemporanee" - dichiara il direttore artistico - "Mentre personaggi caravaggeschi come lo stesso Merisi, Cecco Boneri, e Artemisia Gentileschi vengono, attraverso varie opere programmate al Festival, accostati a figure che li hanno preceduti o che sono loro succedute, da Giulia Farnese a Ipazia, da Santa Caterina ai fratelli Veber, da Sebastiano del Piombo a Alejandro Moreno, protagonista della stagione barthesiana del teatro di drammaturgia che produsse anche i capolavori di Sarah Kane."

Tra le proposte offerte citiamo lo spettacolo di Laura Curino, diretta da Consuelo Barilari in Caterina, Artemisia, Ipazia... e le altre (25 settembre a Viterbo), The way it sounded (27/28 settembre a Bomarzo), installazione sonora site specific curata da Arturo Annecchino e altri compositori, che con la partecipazione di artisti visivi, performer, modelli e attori rievocherà la storia secolare di Palazzo Orsini. L'arte figurativa torna protagonista con Gianni Politi, in un allestimento dedicato al Cecco di Caravaggio: I morti non muoiono. L’amico di un mio amico è mio amico, in scena (18 ottobre / 25 ottobre) a Bomarzo e a Bagnaia, dove è custodito un prezioso affresco del pittore allievo di Michelangelo Merisi. Berlino Non è Tua di Alejandro Moreno, rivisitata da Gian Maria Cervo e Alberto Pichardo y Gallardo per la regia di Alessio Pizzech, con Turi Moricca (14/16 ottobre a Tuscania). Si chiude il 5 novembre con l’allestimento - diretto dal norvegese Martin Thomas - dell’ultimo testo del giovane autore turco Rasim Erdem Av?ar, già vincitore della “Eu Collective Plays Playwriting Competition in Memory of Matteo Latino”: Dark Pink.

A QUARTIERI DELL'ARTE IN PRIMA NAZIONALE "L'ASINO" DI JESPER HALLE

Tra i castagni centenari dei Giardini di Ararat (Bagnaia - VT) è di scena l'anima di una donna in cerca di fuga, raccontata da uno dei più importanti autori del teatro norvegese contemporaneo: “Aiutatemi. Non posso più stare qui. Non ho mai chiesto di stare qui. Per favore, se riuscite a vedermi, aiutatemi.”

19/20 Settembre | ore 12.00 | Giardini di Ararat - Bagnaia

L’ASINO

di Jon Jesper halle

con Stefano Sabelli e Anna Paola Vellaccio

regia di Gianluca Iumiento

Una coproduzione Quartieri dell’Arte con KHIO Oslo, Florian Metateatro e Teatri Molisani



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