Rassegne, Lineamenti



Teatro, Musica e Libri per l’integrazione e la legalità

Il Teatro delle Condizioni Avverse presenta le ultime iniziative culturali ed artistiche del progetto Lineamenti. Spettacoli teatrali, concerti musicali e presentazione di libri saranno incentrati sulle tematiche della legalità, l’integrazione e la memoria e si svolgeranno nei Comuni di Montopoli di Sabina (RI), Poggio Mirteto (RI) e Rieti. Il progetto ha visto l’attiva partecipazione delle Amministrazioni Comunali di Poggio Mirteto e Montopoli di Sabina, del Sistema Bibliotecario della Bassa Sabina, dell’Atelier Solidale Ikwa, di ARCI Rieti nonché del locale Tre Porte, un luogo gestito dalla cooperativa sociale e di comunità Campagna Sabina e spazio aperto alle iniziative culturali del territorio.

Di seguito gli eventi in programma:

Venerdì 11 novembre, Teatro Parrocchiale San Michele Arcangelo, Montopoli di Sabina (RI), alle 17 verranno consegnati gli attestati alle partecipanti del progetto “Abbracci care-integrazione nella cura” e “Ikwa- Atelier di sartoria solidale”.

ABBRACCI CARE-INTEGRAZIONE NELLA CURA

Il progetto, sostenuto dal Comune di Montopoli di Sabina (RI) e gestito dal Teatro delle Condizioni Avverse con la preziosa collaborazione di Ikwa-Atelier di sartoria solidale, ha sostenuto e accompagnato, attraverso una formazione specifica indirizzata al mondo del lavoro, le donne in situazione di fragilità, residenti o migranti in uscita dal Centro “Senza Frontiere”.

Alle 17:30 verrà svolto l’incontro “Per motivi di giustizia: storie di sfruttamento e ribellione di lavoratori e lavoratrici immigrati in agricoltura”, con Marco Omizzolo, sociologo Eurispes e presidente di Tempi Moderni, relatore Alberto Baldazzi, giornalista e vice direttore di Eurispes.

PER MOTIVI DI GIUSTIZIA: STORIE DI SFRUTTAMENTO E RIBELLIONE DI LAVORATORI E LAVORATRICI IMMIGRATI IN AGRICOLTURA

L’incontro verterà sui temi dello sfruttamento lavorativo di lavoratori e lavoratrici immigrati e farà riferimento all’uscita dell’ultimo libro di Marco Omizzolo “Per motivi di giustizia (People).

Un viaggio tra le storie dei braccianti che si ribellano alla schiavitù delle agromafie e del caporalato, espressione di un'Italia che non si arrende, nonostante il razzismo, il lavoro forzato, le mafie e i Decreti sicurezza. Storie come quella di Balbir Singh, che lavora per sei anni in un'azienda agricola dell'Agro Pontino alle dipendenze di un "padrone" italiano che lo considera un animale senza diritti. Eppure Balbir si ribella, lo denuncia e si costituisce parte civile nel relativo processo, nonostante sappia di aver infastidito la 'ndrangheta. Seguono le vicende di molti altri braccianti, uomini e donne, migranti e italiani, ribelli per scelta alla schiavitù dei padroni e dei padrini delle agromafie. Storie di gente come noi, anzi, meglio.

Marco Omizzolo

Presidente della cooperativa In Migrazione e di Tempi Moderni a.p.s.., si occupa di studi nel sociale, sulle migrazioni e sulla criminalità organizzata. È autore di saggi e ricerche nazionali ed internazionali sullo sfruttamento del lavoro in agricoltura dei lavoratori stranieri.

Nato nel 1975 a Sezze, in provincia di Latina e vissuto a Sabaudia per quarant’anni. Si iscrive alla facoltà di giurisprudenza della Sapienza, per poi decidere di dedicarsi alla sociologia. Si laurea in sociologia con lode, con una tesi in metodologia delle scienze sociali e prosegue i suoi studi fino ad ottenere un dottorato di ricerca all'Università di Firenze con una tesi sulle migrazioni internazionali e uno studio di caso empirico sulla comunità sikh pontina realizzata attraverso un'esperienza di osservazione partecipata. Ha vissuto per un anno e mezzo nella comunità indiana dell'Agro Pontino, infiltrandosi in varie squadre di braccianti indiani reclutato da caporali indiani e padroni italiani ed eseguito anche il trafficante di esseri umani indiano in Punjab (India), indagando modalità e interessi del sistema di tratta internazionale a scopo di sfruttamento lavorativo. Consegue un master di II livello in Peacekeeping & Security Studies all'Università RomaTre e un diploma di Specializzazione in cooperazione allo sviluppo a Bruxelles. Collabora con varie riviste scientifiche che si occupano di studi migratori e con numerose testate giornalistiche (L'Espresso, Il Manifesto, Il Venerdì, MicroMega, Il Domani...). Autore di numerosi saggi scientifici pubblicati su riviste nazionali e internazionali come Sotto Padrone (Fondazione Feltrinelli), La Quinta Mafia (RadiciFuture 2021). Ha collaborato a vari documentari sui temi delle migrazioni (Visit India e The Harvest). Docente a contratto presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università Sapienza di Roma per il corso di Sociopolitologia delle migrazioni, ha partecipato a numerosi corsi di formazione, seminari e convegni di approfondimento. Ha avuto l'onore di organizzare azioni di protesta dei braccianti indiani in provincia di Latina. Con loro e la cooperativa In Migrazione ha organizzato presidi di legalità innovativi contro caporali indiani, padroni italiani e trafficanti di esseri umani. Da circa 4 anni vive sotto vigilanza per le numerose minacce di morte subite in seguito alla sua attività di ricerca e azione. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo ha investito nel 2019 del riconoscimento di Cavaliere della Repubblica per meriti di ricerca e impegno contro lo sfruttamento e il caporalato in Italia.

Alberto Baldazzi

Nato a Roma nel 1955, si laurea in Lettere e Filosofia Università all’Università La Sapienza, consegue il Master in Storia Moderna sempre alla Sapienza. Giornalista professionista e saggista, si è occupato di editoria creando importanti aziende del settore radio-televisivo ed è stato amministratore di numerose società editoriali, di comunicazione e pubblicitarie. E’ stato traduttore e curatore presso la Casa Editrice Laterza, programmista–regista Rai presso Radio 3, fondatore e direttore dell’Agenzia di Stampa AREA. E’ stato il Fondatore del sindacato degli editori radiofonici locali e privati europei AER. E’ stato anche docente di linguaggio giornalistico-radiofonico, fondatore ed editore di quotidiani locali in abbinamento con La Stampa nonché dell’agenzia di Stampa ECONEWS. Ha collaborato con le maggiori reti nazionali come RaiNews24. Si è dedicato all’analisi della comunicazione. Ha fondato “L’Osservatorio Tg”. Dal 2018 ha rivestito la carica di Vicedirettore dell’Eurispes.

A seguire verrà organizzato un aperitivo e poi andrà in scena lo spettacolo "A casa loro" di Giulio Cavalli e Nello Scavo che andrà in scena alle 20:30. Lo spettacolo è un monologo in atto unico con Giulio Cavalli e alla chitarra Federico Rama.

A CASA LORO

«Quando negli uffici della Mezzaluna Rossa squilla il telefono non scatta nessuna corsa contro il tempo. Sanno già di cosa si tratta. «Cadaveri da ricomporre, non c’è nessuno da soccorrere». Va avanti così da mesi. Gli operatori sono stati addestrati per salvare vite, ma in Libia è sempre troppo tardi. Alle volte li restituisce il mare, altre vengono scoperti per caso in una buca di sabbia. «Spesso non si riesce neanche a capire se si tratta di migranti uccisi dagli scafisti, di combattenti eliminati nei regolamenti di conti tra bande di paramilitari, oppure entrambi i casi», spiega una fonte locale.

Giorni fa ne hanno tirati fuori 14 da una fossa vicino Bengasi. Alcuni erano neri, altri maghrebini. Legati mani e piedi recavano segni di torture di molto precedenti all’uccisione. Neanche questo aiuta. I miliziani catturati e interrogati vengono trattati come i subsahariani che non hanno soldi o che si ribellano nelle prigioni clandestine degli scafisti. Eliminati per dare l’esempio, oppure perché le loro braccia non sono buone neanche per il mercato interno degli schiavi. Gli uomini dello scaltro generale Haftar giurano di non saperne nulla. Mentre più a Sud, nelle zone desertiche, l’Organizzazione internazionale dei migranti ha dovuto attivare, come in mare, una operazione 'Sar' per la ricerca e il soccorso dei 'desaparecidos' del Sahara». (Nello Scavo, Avvenire 1° settembre 2017). Il Mediterraneo è il cimitero liquido dei nostri scheletri ma lì intorno, nelle regioni che scendono per l’Africa, quelle sulla rotta balcanica e nella zona impigliata tra i fili spinati della Turchia ci sono le persone. Persone, semplicemente, con il fardello delle loro storie che hanno l’odore di carne viva, senza valigie ma con quintali di paura, costretti al macabro destino di stare sulle pagine dei giornali o sulle bocche più feroci della politica e poi davvero non avere un posto dove stare.

Il mare non uccide. Ad uccidere sono le persone, la povertà, le politiche sbagliate e le diseguaglianze che rendono il mondo un posto opposto dipendentemente dal nascere dalla parte giusta o sbagliata.

“A casa loro”, partendo dalle coraggiose inchieste di un reporter internazionale, prova a raccontare quella parte del mondo che ci illudiamo di conoscere e di poter giudicare guardando le immagini dei profughi mentre invece ci viene nascosta nel buio delle notizie non date.

“A casa loro” è anche la scelta di versare sul palco quel pezzo di mondo che ignoriamo per assolverci e invece la storia ce ne renderà conto perché la solidarietà non sta nei regolamenti, nei trattati internazionali e nemmeno negli editoriali. E per questo forse anche uno spettacolo teatrale serve: i furbi parlano molto di solidarietà, ma ne parlano troppo con chi avrebbe bisogno di riceverla, piuttosto che parlarne con chi avrebbe bisogno di farla. (Giulio Cavalli).

Giulio Cavalli

Scrittore, attore e giornalista. Autore e attore di teatro civile ha collaborato con Paolo Rossi, Renato Sarti e Dario Fo. Ha scritto come editorialista per Left, Fanpage.it, Il Fatto Quotidiano, l’Espresso, Linkiesta. Si occupa di criminalità organizzata con inchieste, spettacoli, conferenze e incontri nelle scuole. Ha pubblicato due romanzi per Rizzoli e Fandango.

Nello Scavo

Nello Scavo è giornalista di "Avvenire", nonché reporter internazionale e cronista giudiziario. Negli anni, ha indagato sulla criminalità organizzata e il terrorismo globale, firmando servizi da molte zone «calde» del mondo come la ex-Jugoslavia, il Sudest asiatico, i paesi dell'Urss, l'America Latina, il Corno d'Africa. Per scrivere I sommersi e i salvati di Bergoglio (Piemme, 2014) è partito per Buenos Aires, alla ricerca della verità sulle voci di presunta connivenza di Papa Francesco con le dittature sudamericane. Suo è anche La lista di Bergoglio (EMI, 2013), tradotto in più di 15 lingue. Nel 2017 ha pubblicato con Piemme Perseguitati.

- Mercoledì 23 novembre, Biblioteca Comunale “Peppino Impastato”, Poggio Mirteto (RI), alle ore 18 andrà in scena “Silenzio Assordante” di Materiaviva Performance, regia Roberta Castelluzzo, musiche inedite di Emanuela Belmonte.

SILENZIO ASSORDANTE

è un progetto fortemente voluto, un atto creativo che sentiamo necessario. Una riflessione sul femminicidio che racconta in più capitoli storie vere e riflessioni sul tema del femminicidio. Uno spettacolo multidisciplinare sul tema del femminicidio, fenomeno in crescita in Italia, basti pensare che ogni tre giorni una donna muore per mano di un uomo spesso a lei vicino. Silenzio assordante, vuole essere un’osservazione attiva che coniuga circo, danza e teatro, per informare e sensibilizzare e parlare in maniera emozionale su più livelli Lo spettacolo si articola attraverso racconti, atti danzati, azioni tra il pubblico, e porta in scena la negazione della soggettività della donna, i tratti comuni a tutte le storie: l’annientamento dell’identità, il ricatto economico, il soffocamento della dignità.

Un lavoro realizzato da un gruppo di artiste, un collettivo di creazione, autorialità e regia con ruoli in dialogo tra loro. Le tecniche del circo teatro, fortemente fisiche ed evocative, sono il linguaggio che dà forma agli atti scenici. Lo spettacolo si compone di differenti capitoli che possono essere allestiti in maniera differente in relazione allo spazio scenico. Le principali tecniche utilizzate sono: giocoleria, danza, acrobatica aerea, narrazione teatrale. è stata fortemente sentita la volontà di utilizzare solo storie vere senza mistificazione dei fatti di cronaca ma con la volontà di arrivare al pubblico in modalità differenti in relazione alle differenti fasce di età e provenienza. Lo spettacolo, la cui autorialità è totalmente inedita e frutto di un lavoro collettivo di condivisione e studio di testi di letteratura sull'argomento (testi giornalistici, studi e pubblicazioni) si compone grazie alla sperimentazione ed alla scrittura collettiva in un tempo lungo. La scrittura scenica (vale a dire sia di testi che di movimento) è coordinata dalla regista in collaborazione, per il focus sui testi con Linda Di Pietro.

Materiaviva Performance

La Compagnia Materiaviva Performance nasce dall’incontro tra attori, registi, danzatori, autori, circensi, artisti di strada e tecnici professionisti, che alla comune formazione sommano la specializzazione individuale presso varie e diversificate realtà italiane ed estere. Gli spettacoli e le performance proposte da questa compagnia di circo contemporaneo e di innovazione, uniscono al gusto estetico dell’immagine, costumi dal grande impatto visivo, lo stupore della tecnica circensee la poesia della ricerca teatrale. Acrobatica aerea, giocoleria, danza con il fuoco, equilibrismo, trampoli, clownerie, danza aerea, sono alcuni degli strumenti espressivi utilizzati per creare sogni e suggestioni, spettacoli teatrali e spettacoli di strada che trasportano gli spettatori in una dimensione parallela, al confine tra immaginazione e realtà. La compagnia Materiaviva Performance riunisce da anni l’esperienza di performers provenienti da diversi settori: danza, acrobatica, teatro, teatro di strada, arti circensi. L’incontro, avvenuto in ambito lavorativo, ha portato a un confronto tra i diversi percorsi affrontati dai singoli artisti fino a un momento in cui è nata l’esigenza di sperimentare nuovi linguaggi espressivi che racchiudessero il bagaglio di ognuno. Attraverso un training fisico e teatrale, che affronta le diverse discipline, si è delineata un’idea di spettacolo che ha come prioritaria l’idea di utilizzare le tecniche circensi, la drammaturgia, i corpi dei performer, la luce o la scenografia, per portare in scena racconti ed emozioni e mai la pura tecnica fredda.

Alcuni degli strumenti realizzati sono il risultato dell’esigenza di adattare gli oggetti alle necessità dello spettacolo, in modo che rispondessero all’idea e all’immagine da comunicare. Partendo da attrezzi convenzionali, generalmente usati nel circo classico, si è lavorato affinché divenissero oggetti non solo funzionali, ma anche narrativi ed espressivi. Dalla ricerca della fusione tra tecniche circensi e teatro, nascono performance propriamente definibili come circo contemporaneo e teatro di contaminazione.

La prima fondazione della Compagnia risale al 1992, e da allora tanti artisti si sono uniti continuando ad alimentare una fucina di idee e di ricerca fisica ed espressiva. Gli spettacoli e le performance vivono così parallelamente sia in teatro, sia in eventi pubblici e privati. Tra le collaborazioni negli anni amiamo ricordare il Comune di Roma e Zetema, l’Ambasciata Italiana a Madrid – la catena internazionale Melià Hotels, il Reality Circus, l’Enel , il Mazagan Beach Resort Casablanca Marocco, il CNA, la Luiss Business School, Fendi, Invicta, la Nastro Azzurro, il Tattoo Expo, Ambra Orfei, la Tetra Pak, l’Hard Rock Caffè e diversi enti pubblici, grazie ai quali spesso gli spettacoli prendono vita in spettacolari location quali antichi castelli o meravigliose aree archeologiche, come nel caso dell’inaugurazione di Via dei Fori Imperiali a Roma, di due edizioni del Medfest di Buccheri, della Rocca di San Leo, della manifestazione di inaugurazione dell’area archeologica di Sepino, del Carnevale Romano in molte delle sue edizioni e tanto altro.

Roberta Castelluzzo e Alessandra Lanciotti sono da sempre il motore e cuore pulsante della Compagnia. Dal 2021, Materiaviva ha la direzione artistica per conte del Comune di Maranello (MO) del Festival di Circo teatro Paf! Per Aria Festival. Nel 2017 la compagnia fonda l’Accademia Materiaviva che propone una formazione professionale con corsi biennali per performer di circo contemporaneo.

- Sabato 26 novembre presso lo Spazio Le Tre Porte, Rieti, alle 18.00 ci sarà l’incontro “La vita negli altri”, a cura dell’Associazione Il Sorriso di Filippo con la presenza di Mario Sanna e Stefania Ciriello, fondatori dell’Associazione e genitori di Filippo Sanna, giovane ventiduenne scomparso durante il terremoto di Amatrice il 24 agosto 2016.

LA VITA NEGLI ALTRI

Il senso dell’incontro sarà improntato su una panoramica delle attività dell'Associazione in questi cinque anni e che ha voluto e vuole trasferire i desideri ed i sogni di Filippo nei giovani che vengono coinvolti nell’Associazione.

L’Associazione Il Sorriso di Filippo dal 2017 indice un Premio letterario nazionale e numerose altre attività, concentrandosi sulle tematiche che riguardano la difesa dei diritti civili e umani attraverso la promozione di iniziative culturali e sociali a favore dei giovani. L’Associazione da anni attraverso i suoi progetti intende contrastare il disagio sociale giovanile e favorire l’accesso alla cultura in ambito scolastico e universitario.

- Alle 21 andrà in scena lo spettacolo “Questa è casa mia” di e con Alessandro Blasioli.

QUESTA E’ CASA MIA

“Paolo non sapeva che il Miserere di Chieti fosse lo stesso di quello cantato nella processione del Venerdì Santo della sua città, L’Aquila. E rimane pertanto attonito, per tutte e tre le volte che il canto è intonato in direzione della città smembrata dalla furia della terra.

Bastano 23 secondi per cambiare per sempre la vita della famiglia Solfanelli e l’amicizia fra Paolo e Marco, travolta anch'essa dalla potenza della natura e dall'iniquità dell’uomo.

Dopo il terremoto i coniugi aquilani Rocco e Piera sono costretti ad un infinito peregrinare assieme al figlio Paolo fra hotel della costa, feste di paese, tendopoli, rivolte civili e New Town; un’altalena di emozioni e contraddizioni accompagna il loro viaggio senza fine nell’Abruzzo ferito dal sisma del 2009. Fra personaggi grotteschi e fatti realmente accaduti, la storia culmina in un epilogo graffiante e attuale, che avvicina il pubblico alla realtà del capoluogo abruzzese e di tutti quei paesi che riversano nelle medesime condizioni.”

NOTE DI REGIA

Ho iniziato a scrivere Questa è casa mia nel 2014 quando ho scoperto con sorpresa che, a eccezion fatta degli abruzzesi, molti colleghi ignorassero la situazione del post sisma aquilano; ho dunque sentito il bisogno di raccontare una storia, per dar voce e sostanza a questioni non più discusse dai Media.

A questa necessità si è presto aggiunta quella di “ricordare per non sbagliare più”: ogni terremoto ci sottolinea l’inadeguatezza italiana nell’affrontare emergenze simili, nonché l’estrema vulnerabilità di un patrimonio artistico e architettonico invidiato in tutto il mondo, nonostante ormai ci siano le tecnologie per poter evitare disastri.

Ho deciso quindi di parlare non della tragedia in sé -lu terramote l’ha sembre fatte- ma di quello che si poteva e si doveva evitare nel dopo sisma; non in maniera tragica, ma con estrema ironia, cercando il poetico e il divertente anche laddove sembra non ci sia. L’Abruzzo, la mia regione, fa da contorno naturale alla vicenda, con i suoi dialetti e i suoi canti, e molto ho tratto dal mio vissuto: i personaggi esistono nella realtà, così come reali, se pur romanzati, sono i fatti narrati.

Ne viene fuori una commistione di rabbia, energia, timore e fierezza, quello stesso mix da me vissuto attraverso gli occhi degli amici aquilani nel 2009, per sollevare ancora le stesse domande di allora e, magari, per non sbagliare più.

Gli eventi sismici non possono essere previsti; il crollo di strutture pubbliche non a norma e le infiltrazioni mafiose sì. (Alessandro Blasioli)

Alessandro Blasioli

Attore e cantante nasce a Chieti, in Abruzzo. Studia canto con i M. Loris Medoro, Nunzio Fazzini e Angela Bucci. Come attore ottiene il Bachelor in Acting presso l'Università del Galles nel 2014 ed è da subito impegnato in scena nello spettacolo L'Abbecedario del Conte Tolstoj, regia di R. Reim, in occasione del “Todi Festival”; nello stesso anno studia Commedia dell'Arte a Parigi con il M. Carlo Boso, con cui collabora stabilmente in differenti sue pièces teatrali. Nel 2015 ottiene la Menzione d'Onore del Presidente di Giuria al “Festival Internazionale Silver Sword” di Mosca ed è Alcindoro nella tournée del musical Mimì è una civetta, regia di G. Ganakas.

Dal 2016 come artista indipendente scrive, dirige e interpreta i monologhi di Teatro Civile Questa è casa mia, Sciaboletta, L’Avvocato di Matteotti e DPR_Web_Sommerso, spettacoli rappresentati in Italia e all’estero che gli hanno permesso di conseguire complessivamente oltre 30 fra premi e riconoscimenti. Nel 2018 entra a far parte del progetto di teatro itinerante Notturni della città con la supervisione artistica dei M. Marco Baliani e Maria Maglietta; collabora inoltre come attore e drammaturgo nel progetto “Companies Talks”, che lo vede in scena in occasione di eventi nazionali come ForumPa e Maker Faire. Nel 2019 scrive l’Avvocato di Matteotti, produzione Centro Internazionale di Brera e Fondazione Matteotti, in occasione della duplice mostra sulla figura di Pasquale Galliano Magno presso le Biblioteche di Camera e Senato; in virtù di ciò ha ricevuto l’Encomio del Presidente dell’Archivio di Stato di Roma. Nel 2020 è fra i segnalati del Festival Strabismi, entrando così nel dossier nazionale Risonanze Network e nel '21 ha conseguito gli ultimi tre riconoscimenti: vincitore della rassegna Salviamo i Talenti del Teatro Vittoria di Roma, Premio del Pubblico al Palio Ermo Colle e l’Encomio della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la XVII edizione del Premio Giacomo Matteotti.

- Giovedì 1°dicembre presso la Biblioteca Comunale “Peppino Impastato”, Poggio Mirteto (RI) alle 18 ci sarà la presentazione del libro “Cambiare il mondo con i libri”, di Mattia Tombolini, illustrazioni di Marta Baroni, con una nota di Carlo Feltrinelli.

CAMBIARE IL MONDO CON I LIBRI

Ma davvero i libri possono cambiare il mondo?

Sì, possono eccome. Un libro sul mestiere di «fare i libri» che racconta l’incredibile storia di Giangiacomo Feltrinelli. Con le illustrazioni-gioco di Marta Baroni, diventa anche un laboratorio per le lettrici e i lettori.

«Un giovane editore, Mattia Tombolini, che scrive e pubblica un libro sul mio papà: che sorpresa! E poi un libro per bambini e bambine... Doppia sorpresa! Non era per niente facile ma Mattia ha colto il punto, e cioè l’avventura dei libri».

(dalla nota di Carlo Feltrinelli)

Mattia Tombolini

nato a Roma nel 1990. Precario, organizzatore di eventi, lavoratore della cultura. Nel 2019 è tra i fondatori della casa editrice e progetto culturale Momo.

Marta Baroni

è fumettista e illustratrice. Con BAO Publishing ha pubblicato Al sole come i gatti (2015) e Uma del Mondo di Sotto (2018). Passa un sacco di tempo a scuola, dove progetta laboratori e racconta il fumetto.

- Sabato 3 dicembre presso lo Spazio Le Tre Porte, Rieti alle 18 ci sarà la presentazione dei libri “Le verità negate” e “Romanò Barvalipen” con l’autore Prof. Santino Spinelli.

LE VERITA’ NEGATE

Le verità negate è un viaggio, affascinante e doloroso, all’interno della cultura di un popolo – quello dei rom/roma, sinti, calé/kale, manouches e romanichals – tra i più martoriati e i meno difesi nelle vicende che hanno avvicinato le minoranze ai temi dei diritti. Non si tratta di una semplice raccolta enciclopedica, ma di un dono prezioso in quanto permette un lavoro comparativo nei confronti dell’ultimo e più difficile pregiudizio su una popolazione dalla storia antichissima.

Il lavoro di Spinelli risulta doppiamente interessante perché consente anche un grande approfondimento sul tema della conoscenza. Sappiamo, infatti, che senza conoscenza “l’altro da sé” si trasformerebbe facilmente in un pericolo: l’autore ci invita ad apprezzare l’enorme portato di positività, di arricchimento e di stimoli – culturali, sociali, economici, musicali e politici – che il mondo romanó ha al suo interno.

ROMANÒ BARVALIPEN

Il libro è il primo di una nuova collana scientifica sul mondo romanò costituito da rom/roma, sinti, manouches, calé/kale e romanichals con le loro numerose comunità differenti.

Alexian Santino Spinelli

È musicista compositore, cantautore, insegnante, poeta, saggista.

Ha due lauree una in Lingue e Letterature Straniere Moderne e l’altra in Musicologia, entrambe conseguite all’Università degli Studi di Bologna. Insegna lingua e Cultura Romaní all’Università di Chieti. Fondatore e presidente dell’associazione culturale Thèm Romanò (mondo romanò); rappresentante per l’Italia, al parlamento dell’Unione Internazionale Romaní (IRU), organizzazione non governativa con sede a Praga, attiva nel campo dei diritti dei popoli romaní, alla quale è stato garantito lo status consultivo presso alcuni organi delle Nazioni Unite. Presidente nazionale della federazione FederArteRom. E’ tra i fondatori di UCRI (Unione delle Comunità Romanès in Italia) di cui è Portavoce. Nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica dal Presidente Mattarella, in virtù della sua instancabile opera, esemplificata non solo nelle attività accademiche, istituzionali e sociali ma nella sua stessa vita d’artista affermato. Il 2 giugno 2012 si è esibito per Papa Benedetto XVI nell’ambito della Giornata Mondiale della Famiglia intitolata “One Family, One World, One Love”, davanti a 800 mila persone a Bresso (Mi). L’evento è stato trasmesso in diretta su RAI UNO in mondovisione. In qualità di virtuoso della fisarmonica, il 12 ottobre 2006, è stato invitato come ospite d’onore, con il suo gruppo, a esibirsi in concerto al 31°Premio Internazionale “Città di Castelfidardo”. Alexian Santino Spinelli è un Rom italiano appartenente alla comunità romanès di più antico insediamento in Italia. Musicista, compositore, saggista e poeta. La sua poesia “Auschwitz” è incisa sul monumento che si trova davanti al Parlamento tedesco a Berlino dedicato al genocidio dei Rom e Sinti. La poesia “Per non dimenticare” è incisa sulla lapide in rame che si trova presso il Museo dell’Internato a Padova. Insegna Lingue e processi interculturali – Lingua e Cultura romani – all’ Università di Chieti. Ha due lauree: una in Lingue e Letterature Straniere Moderne e l’altra in Musicologia, entrambe conseguite all’Università degli Studi di Bologna. Alexian è stato insignito di numerosi premi fra cui: il premio “Ethnoworld Award 2003” dall’Università Bocconi di Milano nell’ambito del 3° Festival Ethno Bocconi con la seguente motivazione: “Miglior Artista, sezione World Music, per la qualità e l’impegno nel promuovere la musica e la cultura Rom, in Italia e nel mondo”; il “Premio Pigro 2003 alla carriera” nell’ambito del festival nazionale dedicato ad Ivan Graziani. Ha ricevuto importanti riconoscimenti: nel 1994 il Premio Flaiano per l’opera Teatrale “Duj furatte Mulò”; il Premio Historium “Mecenate della cultura”; il Premio della Critica quale miglior gruppo al Festival Khamoro 2001 e 2011 (Praga – Rep. Ceca); Premio “Microcosmo d’ Oro” 2002 (Milano). Durante il 6°Congresso Mondiale della International Romanì Union (ottobre 2004), organismo non governativo che rappresenta le comunità romanès di tutto il mondo all’ O. N. U., è stato nominato “Ambasciatore dell’arte e della cultura romanì nel mondo”. Nell’ottobre 2006 a Salerno gli è stato conferito il Premio Internazionale “Exposcuola 2006” con un messaggio augurale del Presidente della Repubblica Italiana. Il 22 settembre 2007 è stato insignito del Premio Historium d’oro 2007, nel 2012 è stato insignito del Premio Maratea assieme a Sergio Zavoli. Alexian è invitato a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive nazionali sia in Italia che all’estero. Il 26 gennaio 2008 a L’Aquila ha eseguito sue partiture musicali accompagnato dall’ Orchestra Sinfonica Abruzzese. Il 3 ottobre 2008 a Roma ha presentato le pubblicazioni delle partiture per Orchestra, Ensemble e Fisarmonica dal titolo “Romano Drom” (Carovana Romani), edito dalla Ut Orpheus di Bologna. Nel settembre 2010 ha presentato al Parlamento Italiano i concerti dell’Orchestra Europea per la Pace tenuto il 7 ottobre al Palazzo del Consiglio d’Europa di Strasburgo e in seguito in numerose altre città europee.

A seguire verrà organizzato un aperitivo e poi ci sarà il concerto musicale alle 20.30 di Alexian Duo con Santino Spinelli ed Evedise Spinelli.

ALEXIAN DUO

Il concerto che vede presenti il musicista Santino Spinelli insieme all’arpista Evedise Spinelli, condurranno gli spettatori in un percorso musicale e canoro nella lingua romaní dei Rom italiani: un viaggio affascinante attraverso un popolo e un modo di comunicare l’arte assolutamente unico; un concerto in cui i suoni e le parole si connettono ad un popolo antichissimo, caratterizzato da aspetti intensi ed emozionanti.

Santino Spinelli

È musicista compositore, cantautore, insegnante, poeta, saggista.

Ha due lauree una in Lingue e Letterature Straniere Moderne e l’altra in Musicologia, entrambe conseguite all’Università degli Studi di Bologna. Insegna lingua e Cultura Romaní all’Università di Chieti. Fondatore e presidente dell’associazione culturale Thèm Romanò (mondo romanò); rappresentante per l’Italia, al parlamento dell’Unione Internazionale Romaní (IRU), organizzazione non governativa con sede a Praga, attiva nel campo dei diritti dei popoli romaní, alla quale è stato garantito lo status consultivo presso alcuni organi delle Nazioni Unite. Presidente nazionale della federazione FederArteRom. E’ tra i fondatori di UCRI (Unione delle Comunità Romanès in Italia) di cui è Portavoce. Nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica dal Presidente Mattarella, in virtù della sua instancabile opera, esemplificata non solo nelle attività accademiche, istituzionali e sociali ma nella sua stessa vita d’artista affermato.

Evedise Spinelli

Evedise Spinelli nasce in territorio Abruzzese nel 1997 in una famiglia tutta musicale, dimostrando fin da piccola una naturale predisposizione a questa arte. Comincia gli studi presso l’Accademia Musicale ortonese nel 2003 con la prof.ssa Lucia Antonacci, entrando poi nel Conservatorio Statale Luisa D’Annunzio nel 2009 e iniziando il suo percorso più maturo sotto l’occhio vigile della prof.ssa Elisabetta Mabel Boscherini. Ha poi conseguito il diploma tradizionale di Arpa nel 2021 con la prof.ssa Sofia Marzetti, arrivando alla conclusione ma anche l’inizio di un prolifico futuro accademico. Negli anni successivi la giovane arpista intraprende felici collaborazioni con l’Orchestra Europea Per La Pace, l’Alexian Group e l’orchestra arpistica “Stregarpe”, dimostrando in più circostanze che il suo è uno strumento a tutto tondo capace di incontrare più generi musicali oltre quello classico, e sfoggiando una grande personalità sul palco. Dal 2017 ha intrapreso parallelamente anche la strada dell’insegnamento, che porta avanti cercando di infondere la stessa cura e rispetto per quello strumento che le ha aperto un mondo cambiando la sua vita.

Lineamenti_Teatro, Musica e Libri per l’integrazione e la legalità

[Progetto Lineamenti [finanziato con Avviso Pubblico DD n G08238 del 09/06/2014 - G06937 del 05/06/2015 "Sostegno Comunità Giovanili" di cui all'art. 82, L.R. 6/99 e ss.mm.ii.]


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