Mostre, Riapre il Museo dell’Olio della Sabina



Una visita indimenticabile che rappresenta una vera e propria esperienza sensoriale

Da Sabato 1° maggio torna la cultura in Italia con il primo week end di musei, teatri e cinema aperti. Riaprirà finalmente anche il Museo dell’Olio di Castelnuovo di Farfa, una visita indimenticabile che rappresenta una vera e propria esperienza sensoriale. Sarà inoltre possibile visitare il borgo antico e raggiungere il monumento medioevale di San Donato.

C'era...c'era una volta, c'era una volta un albero... un vecchissimo albero che era rimasto solo nell'isola del vento [...] voleva popolare la terra di alberi generosi e di poeti. (Maria Lai, 2001)

Con la lettura di queste poetiche parole impresse sull' "L'albero del poeta" avrà inizio la visita guidata al Museo. Accompagnati da autentici narratori, i visitatori avranno modo di affascinarsi e sorprendersi per un insolito racconto e per il dialogo che ne scaturirà e del quale diventeranno protagonisti.

Il museo è dedicato all'olio della Sabina che il medico Galeno (II secolo d.C.) definì come il migliore del mondo antico. La vicinissima Abbazia di Farfa fu uno dei pochi centri medioevali europei nel quale furono conservate e poi trasmesse le antiche tecniche dell'olivicoltura. Il museo ha sede a Palazzo Perelli, edificio cinquecentesco di recente recuperato, ma si estende anche al centro storico e al paesaggio. L'itinerario museale ha inizio con una sezione dedicata al mito dell'olio, celebrato da sculture di maestri contemporanei quali Alik Cavaliere e Hidetoshi Nagasawa, da designer e musicista del calibro di Gianandrea Gazzola, e soprattutto dalla grande artista “visiva” sarda, Maria Lai.

La visita prosegue con la documentazione sulla botanica dell'ulivo sabino e la tradizione dell'olivicoltura, poi con la sala della memoria, dove il mondo dell'olio viene raccontato dalle voci e dalle immagini dei contadini di Calstelnuovo di Farfa. Con un percorso pedonale nella campagna, si raggiunge il sito monumentale di San Donato, una rara testimonianza di architettura altomedievale, immersa nei campi circostanti il borgo di Castelnuovo di Farfa.

Il monumento di San Donato non è solo una delle più antiche chiese sabine ma anche una testimonianza rara ed importante per l’archeologia alto medioevale. Infatti, grazie agli archivi dell’Abbazia di Farfa è possibile tracciare il percorso evolutivo di questo sito attraverso i secoli ed integrando queste informazioni con i risultati degli scavi, si giunge a conclusioni importanti. San Donato non sorge su un preesistente edifico romano (sebbene una villa romana esistesse nelle immediate vicinanze), ma è un edificio costruito ex novo nel tardo VI secolo d.C. ciò è dimostrato anche dai frammenti di vasellame ritrovati durante gli scavi. Dunque un esempio antichissimo di una costruzione post romana.

Infine sarà possibile emozionarsi visitando il borgo di Castelnuovo di Farfa, uno scrigno di tesori, che oltre al museo e al monumento di San Donato affascina con i suoi antichi palazzi e con l’accoglienza e la cucina dei ristoranti del luogo che vi faranno conoscere la bontà della pasta fatta in casa e dell’olio extravergine della Sabina.

di Giuseppe Manzo


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