Attività, Le due Agostine di Corot



Un piccolo saggio su un personaggio molto ricorrente nella Storia dell’Arte di Michele Santulli

E’ una pagina dell’artista J.B.C. Corot (1796-1875) scarsamente frequentata pur essendo al contrario estremamente significativa; in verità nel canone delle sue opere si registrano non due ma una sola vera Agostina: in effetti quella conosciuta e da tutti ricordata e illustrata, è la Agostina celeberrima esposta con questo nome alla National Gallery di Washington che illustra una modella con addosso gli abiti ciociari di cui l’artista disponeva nello studio e che combinando spesso in maniera poetica, cioè folkloricamente critica, faceva indossare alle modelle in posa sulla pedana, come nel presente caso: è vero che lo sfondo del dipinto fa pensare ad uno dei paesi visitati dall’artista quando in quei luoghi circa quaranta anni prima, forse Anticoli Corrado o Olevano e il costume ciociaro indossato, anche esso suggestivo e sentimentale, nei fatti non esiste e la ciociara con quelle belle colorate e variopinte maniche così care all’artista e con la collana di perle o con quel copricapo in testa, nemmeno esiste! In verità, si dirà, l’artista trascende e personalizza, è vero, anche se la verità folklorica come pure quella sociale, non si cancellano. Inizialmente detta opera, quando esposta in una mostra del 1875, era connotata come L’Italienne, negli anni successivi divenuta Agostina, senza fornirne le motivazioni: si tratta perciò in realtà di uno dei soliti battesimi fondati sulle nuvole, stando ai fatti storici qui documentati. Questa è dunque l’Agostina di Corot nota a tutti e cultori e studiosi, ma non l’Agostina vera!

Preliminarmente va ricordato che un’Agostina modella era effettivamente già presente a Parigi sul mercato delle modelle: la conosciamo dalle opere per le quali posò per il giovane ventenne Renoir negli anni ’60 del 1800. In effetti Agostina era già un nome che iniziava a circolare negli ambienti artistici e ancora di più negli anni successivi allorché attirò sicuramente anche l’attenzione del battista del dipinto famoso di cui sopra. E la modella già conosciuta che stiamo descrivendo si chiama Agostina Segatori, nata nel 1841 per caso in Ancona, originaria di Subiaco tra i Monti Ruffi in Ciociaria, a circa 72 Km a Sud di Roma. La sua fisionomia ci è nota dalle opere del pittore E. Dantan di cui fu compagna per circa dodici anni, dai due ritratti di Van Gogh che frequentò per parecchi mesi, dal solo dipinto di ciociara di Manet intitolato L’Italienne, dal ritratto eseguito da Hagborg secondo le ricerche di una studiosa canadese e da numerose opere di Corot stesso: da ciò e da altro, ved. MODELLE E MODELLI CIOCIARI A ROMA, PARIGI E LONDRA 1800-1900, viene confermato senza possibilità di dubbi che la Agostina di Washington del 1866 non è Agostina Segatori! Forse un caso di omonimia, più probabile, come suggerito, un arbitrario battesimo. Già uno studioso del Museo di Washington ha espresso qualche perplessità su tale identificazione in occasione di una recente mostra appunto sulle modelle di Corot.

La Storia impone che Corot conoscesse bene Agostina, quella vera. Probabilmente in uno dei cosiddetti mercati delle modelle, forse quello della Via Mouffetard nel Quartiere Latino, dove nelle viuzze vivevano numerose comunità soprattutto di ciociari in gran parte originari della Valcomino, tutto lascia immaginare che un bel giorno l’artista vi abbia fatto una passeggiata e qui individuato Agostina, giovane, fresca, bella, nel suo magnifico abbigliamento colorato. Si stabiliscono le condizioni e si prendono gli accordi e il giorno dopo iniziano le sedute allo studio al Faubourg de la Poissonière, non distante. La modella è di fronte, forse col tamburello in mano: e l’artista guarda e osserva e alla fine decide e si mette al lavoro: la natura è la sua guida! Questo sarà veramente il primo ritratto di donna che non è parte della cerchia familiare o amicale. E’ un momento decisivo per l’artista: a parte il soggetto femminile, Corot vuole dimostrare e mostrare che la sua abilità pittorica celebrata nel suo paesaggismo ormai famoso, non rifugge dalla figura umana, come qualche malevolenza propalava. E inizia il lavoro: la ritrae così come si è presentata allo studio e nasce in non pochi incontri e sedute la ciociara col mandolino e il tamburello! Corot conformemente ai suoi principi, opera nel rispetto della natura e quindi davanti a noi appare il ritratto fedele e distintivo della modella Agostina, non disturbato da orpelli e sfondi vari: la sola libertà dell’artista è: il mandolino! Corot sa bene che tale strumento è un elemento spurio nella realtà folklorica ciociara, non è esclusa anche qualche osservazione da parte della modella e perciò l' artista senza pertanto venir meno al suo progetto, non fa che dipingere un tamburello sul pavimento, a guisa di risarcimento sociale e artistico e di impareggiabile firma! Tra le circa trecento opere con donne compiute nei quindici anni a venire questa fa parte delle undici-dodici folkloricamente ciociare e, salvo le poche unità in abiti greci o orientali, gran parte delle altre pure in abiti ciociari ma poeticamente e sentimentalmente assemblati. Immediatamente dopo questa opera, Agostina ci si presenta negli abiti di Eva, quale ci mostra ‘Le Repos’ anche al Museo di Washington, dove pure è presente il tamburello di Agostina, più discretamente indicato!

Seguirà nel corso di questa collaborazione durata almeno tredici anni una serie di capolavori tra i quali, oltre a quelli più sopra ricordati, ‘La lettura Interrotta’ del Museo di Chicago, ‘La Dama in blu’ al Louvre, ‘Nymphe Couchée’ al Museo di Ginevra, ‘Baccante in riva al mare’ al MET di New York, la splendida ‘Cicala’ o ‘Grasshopper’ al Museo Norton Simon di Pasadena, USA.

Michele Santulli

Didascalie: J.B.C.Corot: Agostina 1866, 132x97 cm, Washington


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