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Da Virgilio a Varrone, la montagna di Roma

E’ uno dei simboli più noti della Sabina. Da sempre definito la “montagna dei romani”, è il Terminillo che svetta innevato d’inverno e verde d’estate. Lo si vede dalle altezze di Roma Nord, imponente, forte e maestoso. Dalla Salaria, fatta tutta d’un solo fiato, lo raggiungerete!

Utilizzato come traguardo delle tappe ciclistiche di montagna del Giro d’Italia ed altre manifestazioni sportive, il Terminillo è un’ottima meta anche per chi vuol solo affondare la forchetta in una succulenta polenta con i porcini, periodo permettendo!

Addirittura Virgilio lo citò nell’Eneide parlando delle sue “tetricae horrentes rupes” (spaventose rupi di Tetrico) e Marco Terenzio Varrone descrisse i “gurgures alti montes” (alti monti Gurguri) e l’usanza di condurvi il bestiame per il pascolo.

Dalla caccia, al pascolo, passando per il taglio della legna, il Terminillo era frequentato da boscaioli e carbonai. Non dimentichiamo la raccolta di neve e ghiaccio, che veniva rivenduto nelle città per conservare gli alimenti.

Alcuni ruderi e resti di terrazzamenti a Pian de’ Rosce fanno pensare che alcune zone fossero un tempo coltivate. Sembra inoltre che gli abitanti dei paesi posti alle estremità opposte della montagna avessero l’abitudine di incontrarsi sul Terminillo per fare mercato, da questa usanza deriverebbe il nome campus forum poi diventato Campoforogna.

Storia a parte il Terminillo è una meta perfetta per il vostro tempo libero!

Nel raggiungerla, fate capolino nei borghi che incontrerete lungo la strada, ve ne sono di indimenticabili!

Greccio, un presepe a cielo aperto!

Leonessa, con il suo grazioso centro storico.

Cantalice, con la sua splendida umanità.

Rivodutri con le Fonti di Santa Susanna.

Insomma vi è più di una ragione per raggiungere il Terminillo anche solo per una passeggiata…

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