Altri eventi, Carnevalone Liberato di Poggio Mirteto 10 febbraio 2008


Torna domenica 10 febbraio 2008 a Poggio Mirteto il Carnevalone Liberato, festa che trae origine dalla autoliberazione dallo stato pontificio e che originariamente presentava un carattere marcatamente anticlericale.

All'alba del 24 Gennaio 1861 scoppiò l'insurrezione. Trattandosi di un paese piccolo come Poggio Mirteto, difficilmente la troverete celebrata sui libri di storia. Comunque, quella mattina alcuni operai della locale vetreria "inscenarono una manifestazione sediziosa", come si legge in una ricostruzione del 1968 scritta da un giornalista sotto lo pseudonimo di Historicus Mandaelensis. Da cosa nasce cosa e la manifestazione si trasformò in una sommossa. Le ragioni della rivolta sono sconosciute. Historicus sostiene che si trattò di "futili motivi". Rimane il sospetto che il giornalista potesse considerare tali anche la fame e le cattive condizioni di lavoro. Durante la rivolta si mise in luce una tale "Fiorana", che vi partecipò con la passione di un'eroina. Ma di lei non si sa altro: la Storia, benché sostantivo femminile, non ricorda quasi mai le donne (a meno che non facciano le regine). Comunque, la sommossa convinse i maggiorenti del luogo a recarsi a Rieti per chiedere che venisse decretata l'annessione allo Stato Italiano anche di Poggio Mirteto. Ci eravamo dimenticati di precisare che Poggio Mirteto era stato sotto il dominio della Chiesa, suddito del Papa Re. Dimenticanza grave perché la circostanza, forse, può aiutare a capire le ragioni della rivolta operaia e del successivo invio di una delegazione a Rieti. L'annessione avvenne il 27 Gennaio 1861. Il marchese Napoleone Gioacchino Pepoli decise di premiare Poggio Mirteto facendo passare la ferrovia Roma-Orte vicino al paese. Ciò avrebbe aumentato le possibilità economiche del luogo. Ma i cittadini di Poggio Mirteto rifiutarono. Chiesero invece di poter festeggiare il Carnevale la prima Domenica di Quaresima, in segno di ribellione verso il potere temporale della Chiesa che li aveva dominati (e che proibisce riso e godimento, soprattutto in tempo di Quaresima). Da allora, il Carnevalone fu festeggiato in quella data più o meno fino all'avvento del Fascismo. Nel dopoguerra il Carnevale di Poggio Mirteto tornò a svolgersi in un periodo "normale". Sono oltre trent’anni che, grazie all'Arci, questa tradizione, innervata di storia popolare, ha ripreso vita. Le iniziative messe in essere dall’arci nuova associazione sono: dalla mattina affollata esposizione di mongolfiere artistiche; a mezzogiorno uscita del Bammoccio, un grande pupazzo raffigurante un “politico”, che diventa così l’emblema della festa; nel pomeriggio le piazze e le vie del paese, abbellite da immagini satiriche, vengono animate da numerosi artisti di strada (pagliacci, saltimbanchi, mangiafuoco, maghi, contorsionisti, ecc.) che daranno vita al 15° Rendez Vous degli Artisti di Strada ed al Festival dei Giocolieri. Per concludere i festeggiamenti arriverà in piazza, sul calar della sera, la pantasima, simbolo contadino che propizia i raccolti, il benessere e la pace. La pantasima con un uomo all’interno si dimena in danze sfrenate fino al momento in cui, tra fuochi d’artificio e spari, viene completamente incenerita insieme al Bammoccio. aturalmente sono allestiti banchi di vendita di prodotti gastronomici (salsicce, braciole, porchetta, legumi, ecc.) e di classiche pizze fritte da gustare con buon vino casereccio.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale del Carnevalone Liberato di Poggio Mirteto:

www.carnevalone.it


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