Le corde poetiche e drammaturgiche di questa messinscena vibrano dell’eleganza e della profondità della scrittura di Jun'ichiro Tanizaki, autore del romanzo erotico “La chiave” (da cui è stato tratto il famoso film di Tinto Brass) testo che ha ispirato questo adattamento
teatrale. Lo spettacolo è sì erotico, ma di alta introspezione psicologica; è a tratti drammatico, ma con un’istanza trasgressiva ed estetica di grande finezza.
L’incomunicabilità, categoria base del lavoro teatrale, si trasforma nel suo potente contrario, diventando veicolo narrativo che svela le zone voluttuose più nascoste dei due protagonisti. Una chiave lasciata in bella vista chiude il cassetto dove Alberto nasconde il suo diario contenente tutti quei desideri carnali che non ha mai osato dire a Iris. Quel diario che
vuole disperatamente che sua moglie legga per farle conoscere le sue fantasie, i suoi pensieri più nascosti, le sue perversioni che prenderanno vita con un esito morbosamente intrigante. Alberto è un uomo con fantasie molto particolari, innamoratissimo di sua moglie, donna passionale e lussuriosa, che non riesce a soddisfare le proprie pulsioni con un marito che non ha mai amato.
La storia è alquanto ambigua, i due personaggi non manifestano mai apertamente le proprie idee, tutto è il contrario di tutto. I loro diari diventano un modo indiretto per comunicare e poter dire cose che non riuscirebbero a dirsi a voce. Ma in realtà, se il coniuge effettivamente legga il diario dell’altro non ha importanza, è piuttosto essenziale il meccanismo che si innesca nelle loro menti.
Alberto è un feticista, ama osservare e fotografare nei minimi dettagli il corpo nudo di Iris mentre dorme profondamente. È un uomo che sta invecchiando e che soffre nel non poter soddisfare le esigenze della giovane moglie e allora.. quale miglior afrodisiaco per lui della gelosia? E qui entra in gioco Carlo, elemento chiave di tutta la pièce, che per scelta registica non compare mai sulla scena.
In questo lavoro, come in quasi tutti gli spettacoli di Tiziana Biscontini, è presente
quell'elemento comunicativo di rottura attraverso il quale i personaggi si rivolgono inaspettatamente al pubblico, rendendolo complice con le loro confidenze.
Una vicenda sensuale, torbida, a tratti anche tragica, ma densa di ironia, elemento imprescindibile per la regista. Il clima musicale anni 40 crea un’atmosfera di leggerezza, anche scenografica e di costume.
adattamento e regia
TIZIANA BISCONTINI
con
ROSMUNDA D'AMICO
FAUSTO CASSI
abiti di scena
SYLWIA DOMBROWSKA
elementi scenografici
ANTICO RIGATTIERE
Chieti, Abruzzo
foto di scena
Ass.Cult. FotografiAmo
Produzione
Associazione Culturale Il Salto
TMF
TEATRO MAURIZIO FIORANI
il teatro comunale di Canale Monterano in Via della scuola materna

