Dall'11 giugno a Fara in Sabina spettacoli, masterclass e artisti provenienti da tutto il mondo. Ad aprire il Festival sarà "My Spring. Marlene Dietrich" di Khrystyna Ursulyak
Prenderà il via giovedì 11 giugno a Fara in Sabina la XXVI edizione del FLIPT – Festival Laboratorio Interculturale di Pratiche Teatrali, organizzato dal Teatro Potlach e diretto da Pino Di Buduo in collaborazione con l'I.S.T.A. – International School of Theatre Anthropology diretta da Eugenio Barba. Il Festival è realizzato con il sostegno della Regione Lazio e della Fondazione Varrone, e ha il patrocinio della Provincia di Rieti e del Comune di Fara Sabina.
L'edizione 2026 assume un significato particolare perché coincide con il cinquantesimo anniversario del Teatro Potlach, fondato nel 1976 e divenuto nel corso dei decenni una delle realtà teatrali italiane più riconosciute a livello internazionale.
Ad inaugurare il Festival, giovedì 11 giugno alle ore 21.00, sarà lo spettacolo "La mia primavera. Marlene Dietrich", intenso lavoro solista scritto, diretto e interpretato dall'artista ucraina Khrystyna Ursulyak.
Lo spettacolo affronta temi universali come la guerra, l'amore, la dignità e la capacità di resistere alle tragedie della storia senza perdere la propria umanità. Attraversando tre generazioni di donne e prendendo come punto di riferimento la figura leggendaria di Marlene Dietrich, la performance intreccia vicende personali e grandi eventi storici, interrogandosi su domande che continuano a riguardarci da vicino: come si può sopportare il peso della guerra senza perdere la sete di vita? Come si può continuare ad amare e a rimanere fedeli ai propri principi quando tutto sembra crollare?
Uno spettacolo poetico e potente che apre il Festival con una riflessione sul coraggio femminile e sulla forza dell'arte di fronte alle crisi del nostro tempo.
Il giorno successivo, venerdì 12 giugno, il FLIPT entrerà nel vivo con la presentazione ufficiale del Festival, le prime sessioni di lavoro dedicate allo spettacolo collettivo "Lo Zibaldone d'Oro" e due Short & Talk internazionali: "Ghosting China" di Leah Woehr (USA) e "In Query with Rhythm" di Hashim Sariya (India).
Nel pomeriggio prenderà avvio uno degli appuntamenti centrali di questa edizione: la masterclass "Come muore e rinasce un teatro", condotta da Eugenio Barba, Julia Varley, Claudio Coloberti, Chiara Crupi e Stefano Di Buduo.
Attraverso esempi pratici, documenti audiovisivi, testimonianze artistiche e materiali d'archivio, i relatori guideranno i partecipanti in un viaggio attraverso le diverse forme della drammaturgia contemporanea: dall'attore al testo, dallo spazio pubblico alla creazione interculturale, fino alle nuove forme del teatro fuori dal teatro.
La masterclass sarà anche un'occasione unica per entrare nella memoria vivente dell'Odin Teatret grazie al contributo di tre importanti "costruttori di memoria": Claudio Coloberti, storico documentarista dell'Odin Teatret; Chiara Crupi, filmmaker e collaboratrice del Magdalena Project; e Stefano Di Buduo, scenografo digitale e regista, vincitore nel 2025 del prestigioso Premio Faust in Germania. Il percorso culminerà in una riflessione collettiva sul nuovo progetto cinematografico dedicato a Eugenio Barba, dal titolo provvisorio "Come muore e rinasce un teatro".
La serata di venerdì 12 giugno vedrà poi un evento di particolare rilievo internazionale con la presenza dell'Odin Teatret e dello spettacolo "Un personaggio che non può morire", interpretato da Julia Varley e diretto da Eugenio Barba. Lo spettacolo racconta la straordinaria biografia di Mr Peanut, il celebre personaggio con la testa a teschio che da oltre cinquant'anni attraversa gli spettacoli dell'Odin Teatret. Accompagnata da filmati, immagini d'archivio, danze e poesie, Julia Varley conduce il pubblico in un viaggio tra memoria e immaginazione, trasformazione e rinascita.
Una riflessione poetica sul rapporto tra vita e morte, una dichiarazione d'amore dell'attrice verso il personaggio che ha accompagnato gran parte della sua carriera artistica. Come scrive Eugenio Barba, il teatro tenta di rendere visibile l'invisibile, e in questo spettacolo la morte si trasforma in una presenza capace di generare tenerezza, ironia, poesia e rigenerazione.
Sabato 13 giugno proseguirà la masterclass "Come muore e rinasce un teatro", che occuperà l'intera giornata, mentre la sera alle ore 21.00 il pubblico potrà assistere a "Viva la Vita", spettacolo del Teatro Potlach interpretato da Nathalie Mentha.
Lo spettacolo è un omaggio a due straordinarie figure femminili del Novecento: la pittrice Frida Kahlo e la scrittrice Ingeborg Bachmann. Attraverso le loro storie, segnate dal dolore ma anche da una straordinaria capacità di trasformare la sofferenza in creazione artistica, Nathalie Mentha costruisce un percorso personale e universale sul potere salvifico dell'arte. Un viaggio tra memoria, immaginazione e biografia che mette in dialogo due donne lontane tra loro ma accomunate dalla capacità di resistere e reinventarsi.
Domenica 14 giugno si concluderà la prima parte della masterclass internazionale, mentre nel pomeriggio gli artisti saranno impegnati nelle prove di "Lo Zibaldone d'Oro", grande evento collettivo che andrà in scena alle ore 21.00 in Piazza del Duomo a Fara Sabina.
Lo spettacolo, realizzato dal Teatro Potlach insieme agli artisti ospiti del Festival, rappresenta uno dei momenti più caratteristici del FLIPT: un incontro tra culture, linguaggi e sensibilità differenti che trovano una forma comune attraverso il teatro e la creazione condivisa.
Con questi primi quattro giorni il FLIPT 2026 inaugura un percorso che, nel segno dei cinquant'anni del Teatro Potlach, riunisce alcune delle più importanti esperienze del teatro internazionale contemporaneo, confermando Fara in Sabina come luogo privilegiato di incontro, ricerca e dialogo tra le arti e le culture del mondo.



