Altri eventi, Arte, letteratura e teatro si incontrano la mostra personale di Daniela Nasoni a Rieti


Nell’ambito degli eventi correlati alla manifestazione One Planet la Libreria Moderna di Rieti inaugura sabato 16 maggio 2009 alle ore 11.00 presso i propri spazi la mostra personale di Daniela Nasoni, ‘Così scelgo di vedere’, a cura di Barbara Pavan.

In linea con le tematiche della manifestazione, il rapporto tra uomo e ambiente, l’artista varesina presenta un progetto che trae ispirazione da ‘Le città invisibili’ di Italo Calvino. L’evento inaugurale coinvolgerà anche gli alunni del Laboratorio Teatrale dell’IsArte Calcagnadoro di Rieti che reciteranno diversi brani tratti dal testo di Calvino.

La mostra Così scelgo di vedere nasce dal desiderio di stimolare e approfondire quello spazio dell’immaginario che vive tra il mondo circostante in cui viviamo, le nostre città reali, la vita quotidiana, il nostro rapportarci con l’esterno, e il mondo del sogno, quel mondo invisibile, composto di rimandi, emozioni e percezioni, appartenente allo stato dell’essere e al vivere più intimo, e quindi al nostro immaginare la vita. Un parallelo tra ciò che vediamo e ciò che sogniamo di vedere, tra ciò che appare e quello che siamo, tra l’interrogativo del viaggio e la realtà dell’arrivo. Le città in cui viviamo, troppo spesso si impongono al nostro essere in modo rigido, condizionando la nostra voglia di ricercare la felicità e l’armonia con l’ambiente. Sognare è un diritto, e immaginare, o meglio arricchire con la fantasia il mondo che ci circonda, non è una fuga dalla realtà, ma una capacità, una volontà di vedere il meglio, di seguire l’onda inarrestabile dell’esistenza, di ricercare il ‘vero’ nascosto e invisibile agli occhi. Per questo motivo l’artista ha deciso di approfondire per questa mostra, il testo letterario Le città invisibili di Italo Calvino, perché rappresenta uno spiraglio di salvezza nella prospettiva della contemporaneità delle nostre metropoli, la dove la capacità di poterle vivere con gioia si avvicina sempre di più alla ricerca di un mondo immaginario e in sé reale, esistente nel cuore di ogni essere umano. I brani tratti dal testo e letti durante la mostra, sono stati volutamente estratti esclusivamente dai dialoghi tra i due protagonisti Marco Polo e l’imperatore Kublai Kan, dialoghi che si intervallano tra la descrizione di una città e l’altra. Una scelta fatta proprio per non fornire immagini iconografiche e quindi descrittive che si trovano all’interno del testo, ma solo dialoghi basati sul confronto, sul concetto del viaggio, gli interrogativi e i dubbi sull’inconsistenza dell’immaginario, capaci più che mai di essere liberamente evocativi per gli ascoltatori. Tredici le tele esposte, di cui una di grandi dimensioni, e dodici di piccolo formato, scelta fatta per contrastare il concetto del grande percepito come immenso e l’infinitamente piccolo, quel piccolo capace di contenere in forma compressa un’immensa gamma di emozioni. In parallelo ai quadri, tredici cartoline bianche, volutamente prive di immagini per lasciar posto all’invisibile. Cartoline che l’artista spedisce personalmente alla Libreria Moderna che ospita la mostra, con tanto di francobolli timbrati dalle Poste aventi l’unico scopo di raccontare di sé, per dichiarare che il viaggio, quale spostamento di un pensiero, sia una componente inscindibile di un’immagine raccontata, di una memoria riportata, di un sogno ancora da vivere.

La mostra sarà visitabile fino al 13 giugno 2009.