Comune di
FARA IN SABINA
MUNICIPIO
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Fara in Sabina: luoghi da visitare

Il territorio del Comune di Fara in Sabina, caratterizzato da una forte presenza di oliveti (numerosi sono i produttori locali che hanno ottenuto il marchio DOP per il loro olio d'oliva), è ricco di affascinanti scorci paesaggistici e di luoghi di grande interesse storico-archeologico ed architettonico.

Visita virtuale della piazza del Duomo di Fara in Sabina


In questa pagina ne segnaliamo alcuni fra i più significativi, ma, per una visita completa, suggeriamo di leggere la "Guida della città di Fara in Sabina" disponibile presso il Museo Archeologico di Fara in Sabina.

LA CITTA' CURES
Il sito archeologico
La citta di Cures si estendeva sulle due alture del Casino d'Arci e S.Maria degli Arci.
Il sito e stato oggetto di una serie di campagne di scavi che hanno portato alla luce un edificio di epoca arcaica costituito da alcuni ambienti.
Le aree adibite a necropoli erano situate sui costoni dei colli.
Dopo la conquista romana la citta decadde riducendo considerevolmente la sua estensione. Gli scavi recenti hanno messo in luce una parte del foro e delle strutture pertinenti agli edifici pubblici e ad alcune strade.

Cenni Storici
Delle Antiche città Sabine: CURES, ERETUM, TREBULA MUTUESCA E FORUM NOVO la prima in ordine di importanza è senza dubbio CURES (individuata in località Arci tra Talocci e Passo Corese). Le fonti la considerano come prima fondazione Sabina nella valle del Tevere e di notevole importanza, in stretto rapporto con le origini di Roma (basta mettere in relazione la leggenda del fondatore Modius Fabidius che ricorda quella di Romolo e Remo).

Cures fu teatro del “ratto delle Sabine” episodio sicuramente leggendario ma che testimonia la fusione , dopo varie guerre, del popolo romano con quello sabino, sancita da matrimoni e accordi politici che prevedevano l’avvicendarsi, alla guida di Roma, di re, provenienti dai due popoli: Numa Pompilio, secondo re di Roma ,veniva infatti da Cures.

Cures era una città che oltre al centro, presentava agglomerati di abitazioni distribuiti in un'area piuttosto vasta che da Passo Corese arrivavano quasi fino a Farfa. I principali edifici pubblici di Cures erano il foro, il tempio, le terme, un teatro ed un anfiteatro.

L'ABBAZIA BENEDETTINA DI FARFA
Il borgo di Farfa e la sua Abbazia sono sicuramente una tappa da non perdere durante la visita al territorio di Fara in Sabina.
Fondata nel VI sec da San Lorenzo Siro (anche vescovo di Abbazia di Farfa nel 554) è uno dei monumenti più insigni del Medio Evo europeo.
Per il sopraggiungere dei Longobardi l’Abbazia fù abbandonata alla fine del VI sec. Nel 774 l'Abbate sabino Probato, governatore dell'Abbazia, si schiera dalla parte dei Franchi, e quindi del Papato, nella guerra tra Longobardi e Franchi. Nell'anno successivo Carlo Magno concedeva a Farfa il privilegio di autonomia da ogni potere civile o religioso. Farfa era così un'Abbazia Imperiale, svincolata dal controllo pontificio ma vicinissima alla S. Sede. Nell' 879 l'abbazia fù presa dai Saraceni; dopo sette anni di assedio l'Abbate Pietro I con le sue milizie abbandonò Farfa. La ripresa di Farfa si ebbe per opera dell'Abbate Ugo I (997 – 1038).Con Berardo I (1047 - 1089) Farfa riassume i caratteri di Abbazia imperiale e si schiera contro i Papi e a favore di Enrico IV.
I possedimenti farfensi sono vastissimi, si legge in un diploma del 1118: l'Imperatore Enrico V riconferma pertinenti all'abbazia le zone di S. Eustachio e Palazzo Madama in Roma, Viterbo, Tarquinia, Orte, Narni, Terni, Spoleto, Assisi, Perugia, Todi, Pisa, Siena, Camerino, Fermo, Ascoli, Senigallia, Osimo, Chieti, Tivoli, il territorio aquilano, il Molise, il porto di Civitavecchia e metà città. Il Concordato di Worms (1122) segna il passaggio del monastero all'autorità pontificia e l'inizio della decadenza definitiva. Gli Orsini nella seconda metà del XV secolo costruirono l'attuale chiesa consacrata nelle 1496; i Barberini riordinarono e ampliarono il borgo. Nel 1861 è confiscata da parte dello Stato italiano.
Dal 1921 l'Abbazia appartiene alla comunità benedettina di S. Paolo fuori le mura.
sito ufficiale dell'Abbazia di Farfa
immagini di Farfa e dell'Abbazia
immagini di Farfa durante la fiera dell'olio


L'OLIVO PIU' GRANDE D'EUROPA
II grande olivo che cresce a Canneto, nella tenuta dei fratelli Bertini è considerato uno degli alberi più vetusti d'Europa. Una leggenda lo vuole piantata dal re di Roma Numa Pompilio ma anche se appare improbabile che la sua età risalga a tempi tanto remoti essa è tuttavia ragguardevole e deve avere abbondantemente superato il millennio.

I numeri dell'olivo:
II grande olivo di Canneto
- Dodici quintali di olive l'anno
- Nella parte più stretta ha una circonferenza di m. 5,60
- Nella parte mediana di m. 7,20.
- Nella parte bassa del fusto prossima alla ceppaia si apre una
cavità che penetra nel tronco svuotandolo all'interno.

La cavità venne prodotta, in tempi remoti da una vera e propria carie dell'ulivo, ed ora va restringendosi grazie alla formazione di nuovi tessuti prodotti dal suo meccanismo rigenerativo.
E tuttavia ancora abbastanza grande da fornire un nascondiglio per i bambini che si recano a giocare intorno al "gigante" o per gli animali da cortile che vi razzolano accanto.
All'epoca della guerra, quando la cavità era molto più ampia e si diramava sottoterra, essa venne utilizzata come deposito di bombe e sulle carte militari tedesche l'olivo era segnato come punto di riferimento strategico.

L'età dell'olivo:
L'età dell'olivo è stata spesso oggetto di discussione tra i dendrocronologi.
Per l'olivo di Canneto la stima più attendibile sembra datare la pianta ad un millennio circa d'età, e farne risalire l'installazione alla prima grande campagna di bonifica delle zone di Canneto, da parte dei monaci benedettini farfensi, i quali avrebbero, intorno all'Anno Mille, installato qui un loro presidio avanzato, di cui oggi resta traccia nella struttura della casa Tanteri e nella cappella della Madonna della Neve.

SABINA
Il Museo, inaugurato nel 2001, è ospitato nel Palazzo Brancaleoni, una dimora del XV secolo che si trova sulla piazza del Cisternone a Fara in Sabina. Al piano terra is trovano la reception, il bookshop, uffici e laboratori e l'Archivio storico comunale.
Al piano "nobile" oltre alle sale per la didattica museale, cinque sale ospitano lla mostra permanente sui Sabini: un percorso che dalla Preistoria con l'industria litica in selce, al mondo arcaico, illustra la vita ed i costumi dell'antico popolo dei Sabini, sopratutto attraverso reperti degli scavi della città di Cures e della necropoli di Colle del Forno, pertinente la città di ERETUM (Vii-Vi sec. a. C.)




IL MONTE ACUZIANO
Monte Acuziano con i suoi 489 m. s.l.m. è uno dei colli più alti del Comune di Fara in Sabina, sulla sua sommità sono situati i ruderi di una maestosa abbazia iniziata nel 'XI secolo e mai terminata. I primi insediamenti risalgono alla fine dell'età del Bronzo e reperti di epoca romana testimoniano la presenza di una sontuosa villa e di un tempio dedicato alla dea Vacuna.
I ruderi che oggi si trovano sulle pendici del colle sono i resti delle costruzioni iniziate nel VI sec. da S. Lorenzo Siro, fondatore dell'Abbazia di Farfa e detto Liberatore perché, secondo la leggenda liberò il paese da un terribile drago. Il toponimo S. Martino, con il quale viene chiamata tutta la zona, prende il nome dall'antica cripta - oratorio dedicato a S.Martino Vescovo di Tours.
L'oratorio edificato in una grotta e sulle strutture di una villa romana fu, nel tempo, ampliato con molte piccole celle ad uso degli eremiti. Papa Sisto IV nel XV secolo lo fece ristrutturare e con l'occasione distrusse antichi affreschi del VI secolo per far posto a nuovi dipinti, oggi irrimediabilmente distrutti, nel 1479 emanò una bolla con la quale concedeva l'indulgenza ai pellegrini che lasciavano un'offerta per il sostentamento dei monaci. Del grande monastero che l'Abbate Bernardo II voleva edificare in piena lotta per le investiture nel punto più alto del colle, non fu portata a termine neanche la costruzione della chiesa.
Il nuovo complesso di costruzione religiosa - militare doveva sostituire l'antica Abbazia di Farfa, che ha causa delle lunghe lotte e guerre era ormai ridotta ad un cumulo di rovine. Quando della nuova costruzione erano state iniziate le fondamenta della chiesa, l'improvvisa morte dell'Abbate e la successiva "rapina" da parte dei suoi parenti delle somme destinate alla costruzione ne impedirono il proseguimento. Per un lungo periodo il progetto fu abbandonato , ma quando il protrarsi degli assedi distrussero ulteriormente l'Abbazia, l'Abbate Adinolfo I nel 1942 pensò di riprendere il progetto di Bernardo II. Purtroppo anche questa volta la morte dell'Abbate fu causa dell'interruzione della costruzione e il progetto di edificare un monastero nella cima del colle fu definitivamente abbandonato.


Il percorso per arrivare a piedi
Il Monte Acuziano è il colle che fronteggia Monte Buzio, l’altura dove sorge l’abitato di Fara in Sabina. La passeggiata per giungere sul colle è piacevole e non dura più di trenta minuti, il sentiero inizia da località Quattro Venti, costeggia la parte destra del colle e prima di entrare nel boschetto è possibile ammirare in basso sulla destra il suggestivo complesso monastico dell'Abbazia di Farfa.
All'uscita del bosco, sulla sinistra una bella visione di Fara in Sabina, si prosegue il sentiero e subito dopo si giunge sulla cima del colle per passeggiare tra i ruderi dell'abbazia e per godere uno dei più spettacolari panorami del Lazio.
Oltre ad una moltitudine di paesini, si possono ammirare da una parte i monti dell'Appennino: Terminillo Pellecchia e Gennaro, dall'altra la valle del Tevere.
Per la discesa si consiglia di percorrere la stessa strada della salita oppure si può deviare verso l'eremo di S. Martino situato poco distante sul lato occidentale ( riferimento l'antica torre e il bacino idrico), nell'eremo come già detto esistono solo ruderi e si consiglia di non entrare, in quanto il complesso è soggetto a crolli. Da qui si può giungere di nuovo ai Quattro Venti costeggiando la montagna per un incerto sentiero.

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