Comune di
CANTALUPO IN SABINA
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Cantalupo in Sabina: SITO DEL TULLIANO

il complesso archeologico del Tulliano è situato a circa 2 chilometri dal paese di Cantalupo in Sabina, a fianco ad una parte dei resti di una "villa rustica" di età adrianea, appartenente, secondo l'opinione comune, a Marco Tullio Cicerone. In ogni caso i proprietari della villa erano sicuramente appartenenti alla "gens Tullia" e quindi della famiglia del celebre oratore. Questa ipotesi è confermata dal rinvenimento nell'area del Tulliano di un cippo funerario (ora conservato al Museo Olivetano di Pesaro) che conteneva i resti dei coniugi Tullio Epafra e Tullia Simferusa. Sul cippo una bellissima iscrizione, traboccante di dolce saggezza:

olim non fuimus
nati sumus unde
quieti nunc sumus
ut fuimus cura relicta vale
et tu


(Una volta non esistevamo
poi siamo nati
ed ora siamo tranquilli, come un tempo,
avendo lasciato ogni affanno
Stai bene anche tu)

Nel corso dei secoli la villa ha subito distruzioni e rifacimenti. Nei primi anni del 1800, secondo un famoso storico italiano (Gaetano Guattani in "Monumenti Sabini" Roma 1828), la villa mostrava ancora la sua imponente bellezza con una molto nobile infilata di androni con archi interni, di costruzione promiscua a bagni, a terme, a palazzi, piuttosto che a sepolcri o templi. La decorazione esterna si compone di piedritti e colonne che sostenevano una trabeazione. Per quanto riguarda la datazione della villa, si ricorda che i romani usavano apporre sui mattoni della costruzione un sigillo che indicava la fornace di provenienza e l'imperatore all'ora in carica. Per il Tulliano, un altro storico italiano (Vaglieri in "Notizie degli schiavi di antichità" Roma 1906), ci informa del rinvenimento nell'area della villa di un mattone con l'iscrizione: "EX PR(AEDIS) Q.S.(ERVILI) P(UDENTIS) A. LANI VIN(DICIS)". Si tratta di un bollo piuttosto raro di cui, secondo il Mommsen, sono ricordati altri due esemplari, uno al Museo Vaticano e l'altro al Museo Ashmolean di Oxford. Poiché i bolli della fornace di Q. Servilio Pudente vanno dal 123 al 139 dopo Cristo, a questa epoca si data anche il mattone del Tulliano, che ora si trova al Museo Vaticano di Roma. La villa si estendeva su un'area di ben due ettari (presso a poco tutta l'area recintata dell'attuale proprietà) sull'intera collina del Tulliano e comprendeva una zona termale, dove è stata ricavata l'altra abitazione della proprietà (Casa delle Cisterne o delle Terme) e dove ancora si può ammirare il pozzo romano in "opus reticolatum", la zona del criptoportico, dove è situata l'abitazione della proprietaria, e dove le volte a botte romane e gli altri resti della villa sono stati usati sin dai tempi antichi come abitazione, e la zona del giardino pensile, accanto alla quale è stata realizzata la Casa dei Ruderi e dove si può effettuare una suggestiva passeggiata tra le imponenti volte e poderose mura di sostegno del giardino

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