Cultura
Agriturismo e turismo a piedi in Sabina
Esistono in Italia circa cinquantamila imprese turistiche in continua espansione, con 1.800.000 addetti che, negli ultimi 10 anni hanno offerto all’economia un contributo del 12% e più del 20% dell’indotto; 18000 appartengono al turismo rurale. Mentre la rete agro turistica laziale conta 303 aziende, quella Provinciale sabina secondo i dati dell’agosto ‘77 enumera 103 agriturismi dei quali 7 nel capoluogo e 66 case per vacanze, oltre a varie strutture sportive tra le quali sono compresi campi da golf, arting e tiro con l’arco, ippoturismo, rafting e parapendio. Sotto il profilo della collocazione geografica, le organizzazioni turistiche, in ossequio alla proposta dell’A.P.T. di Rieti, sono strutturate in 5 itinerari: Salaria per Roma, Salaria per Ascoli, Rieti-Terni, Rieti-Borgorose, Configni. Tra le mete più gettonate, si distinguono le 5 del capoluogo (Campogelato, la Collina, S. Nicola, Sapori d’altri tempi, Schiumarello, e le 5 di Fara Sabina: la Bascula, Ille Roif, Santo Pietro, Le Sabine e Agriturismo la Raia).
Pur risultando un fenomeno di incentivazione di molteplici attività, l’agriturismo espleta i suoi compiti all’interno di un’azienda agricola nella quale esercita una diretta azione di sostegno della normale produzione; trasmette un opportuno bagaglio di conoscenze ed è un utile strumento di promozione di ricezione di qualità con i padroni di casa.
Mentre l’industria nel nostro territorio usufruisce del supporto e dei servizi del terziario e dell’indotto, dell’artigianato, l’attività turistica, analogamente con quanto accade nel viterbese e nella vicina Umbria, si avvale in prevalenza del contributo di un’agricoltura di grandi tradizioni. Laddove, infatti, quest’ultima sta segnando, da alcuni decenni il passo, per scarsità di capitali impiegati, inerzia ed arretratezza degli operatori, carente redditività ed abbandono delle terre meno redditizie, proprio in esse si sta sviluppando, con notevole rapidità, l’offerta agrituristica. Tra i motivi essenziali dello sviluppo agrituristico, emerge quello di sostenere l’economia rurale in crisi, specie nelle zone emarginate di montagna e lontane dai flussi commerciali e turistici.
Esso offre inoltre, notevoli occasioni di scambio associativo e culturale, consentendo l’opportunità di un rapporto diretto della gente di campagna con persone di diversa estrazione sociale e di differente mentalità.
A vantaggio di molti residenti in città per buona parte dell’anno, è impellente l’esigenza della riscoperta dei valori semplici dei contadini, della fruizione dei loro prodotti, del riflusso dell’urbanesimo, del godimento e delle suggestioni di paesaggi incantevoli ed incontaminati, lontani dalla congestione del traffico e dai veleni del biossido d’azoto, o spinti a valorizzare provvisorietà e dilettantismo.
E bello avvertire il fascino di un ‘alloggio ricco di quiete e di tranquillità con la vista di un campo di grano nel cuore della piana reatina, di un vigneto e di un uliveto rigogliosi della Bassa Sabina o di una montagna irrorata di neve nell’Amatriciano e nel Leonessano.
Né meno vitale è il ristabilimento della forma fisica, lontani dalla civiltà meccanizzata e tumultuosa, con il recupero dei danni dello stress nel piccolo paradiso bucolico di “Illa Roif”, nella splendida Valle del Farfa, a pochi chilometri dalla Capitale, circondato da oliveti e da querce secolari, con camere arredate da splendidi design, suggestivi per colori ricchi di contrasti e di magici effetti ed una gastronomia di prim’ordine, con prodotti coltivati sul posto, angoli riposanti, piscine e campi da golf e da tennis. Sono molti gli uomini di spettacolo, del giornalismo, della televisione, degli affari della finanza e dello sport, che vi si recano per un breve periodo di relax, allo scopo di meglio gestire il domani.
Sono anche numerosi i turisti che preferiscono invece immergersi direttamente nella natura eseguendo lavori agricoli, quali la raccolta delle olive e la vendemmia o fare lunghe passeggiate su sentieri impervi di montagna, spesso ignorati od appena tracciati, effettuando percorsi ad alta suggestione naturalistica in zone meno frequentate.
Si tratta di itinerari attrezzati sui monti Nuria e Giano e sulle falde della Laga nei pressi di Amatrice dove, nei complessi architettonicamente pregevoli di Villa S. Cipriano, Kristal della Laga, Piccolo Lago o Le Mole, si può trascorrere una vacanza, coniugando ruralità e turismo, alloggiando in confortevoli camere munite di servizi e gustando cibo genuino dell’azienda o dedicandosi a passeggiate in gruppi, accompagnati da esperte guide, oppure in brevi viaggi in carrozze agricole e calessi.
Previa preparazione di abili ed esperti istruttori, si va poi diffondendo, sempre più, l’attività di maneggio.
Nel suggestivo mondo delle montagne di Leonessa, Cittareale, ricco di suoni, di colori, di penombre, di praterie adornate di fiori rari, di habitat dove l’uomo convive in stretta armonia con l’animale, è bello, per il turista, praticare lo sci alpino, il free climbing, l’alpinismo, le escursioni in mountain bike ed il tiro con l’arco, negli agriturismi di Forcamelone e monte Cambio.
Nella ‘Valle del Salto, tra le altre offerte turistiche, esiste in località S. Martino, un centro agrituristico specializzato per la raccolta di funghi e soprattutto di tartufi. I gestori hanno formato una cooperativa di raccoglitori in quaranta ettari di bosco di querce, faggi e ontani, muniti di cani addestrati e di guide specializzate.
I turisti sono ospitati in camere con comodi posti letto e possono assaporare uno speciale menù di tartufo con ravioli, fettuccine, ricotta alle scaglie tartufate, fagioli, crostini, girello, persico e trota, il tutto insaporito abbondantemente con salsa di tartufo
Il riscatto del turismo verde si registra in modo particolare, per numero di aziende, a Rieti, a Fara, Contigliano e ad Accumoli.
Quest’ultima località, oltre a fornire la formula alberghiera con camere e servizi attrezzati, offre anche la cooperativa zootecnica “Grisciano”, dove gli ospiti possono osservare egli atteggiamenti e le caratteristiche degli animali, servirsi di una piccola area attrezzata per i bambini ed avere la possibilità di svolgere piccoli lavori agricoli ed artigianali.
La cooperativa “La mola” di Ascrea si caratterizza per la pratica della pesca sportiva e l’organizzazione di escursioni con istruzioni sulle erbe officinali, mentre il centro agrituristico “Le streghe” di Montenero, cura soprattutto la qualità della ristorazione, con piatti tipici, prelibate e speciali marmellate e la possibilità di disporre di un ristorante con 50 coperti e di esperte guide del WWF per le escursioni, nelle splendide località montane, silenti e soleggiate e per valersi della varietà e della complessità degli ecosistemi. Il riscatto del turismo verde, insieme alla scelta gamma gastronomica, qualificano le molte strutture agrituristiche, realizzate di recente in Bassa Sabina.
Inferiori alle molteplici richieste, risultano gli esercizi alberghieri, le case per vacanze, i camping e gli ostelli per la gioventù. Assume pertanto un ruolo fondamentale il supporto attivo degli operatori che permetta loro di muoversi secondo le logiche del mercato e di incrementare lo sviluppo multifunzionale delle aziende, in grado di abbinare l’attività rurale tradizionale ad un nuovo concetto di fruizione turistica, attraverso la quale è possibile attuare un’autopromotone del territorio.
Per quanto riguarda i prezzi, non esistono per le varie attività e le strutture turistiche, limiti l’attività agrituristica, che registra in genere un limitato numero di presenze, rischia di entrare in competizione con quella agricola tradizionale. Conforta comunque il fatto che la richiesta di posti letto, specie per quanto attiene alle vacanze in zone di montagna e di collina che comprendono la quasi totalità del territorio, è superiore all’offerta e che varie strutture turistiche stanno ottenendo importanti riconoscimenti.
Da parte di varie amministrazioni comunali e di molti enti pubblici e privati, allo scopo di rilanciare il turismo nel territorio, si avverte l’esigenza di creare terreni di culture mediante, la costituzione di cooperative agro-silvo-zootecniche ed agrituristiche. Conferiscono inoltre importanza crescente all’associazionismo, alla creazione di posti di lavoro, all’imprenditorialità, al fecondo e corretto rapporto con la Regione e con gli enti turistici ed a rendere più organico e identitario lo sviluppo delle strutture ricettive.
Tra gli ostacoli da superare, oltre a quello di adoperarsi per far vincere la mentalità gretta, campanilistica, settaria e l’apatia di molti contadini ed operatori agricoli, c’è il bisogno di affrontare il problema degli usi civici, dei quali sono gravati sia i pascoli che i boschi e di provvedere alla progressiva scarsezza degli allevamenti zootecnici.
A sottolineare la riscoperta, da parte delle nuove generazioni, dello sbocco agrituristico, la Coldiretti ha deciso di aprire uno sportello regionale denominato “Verdimpresa”.
Uno dei principali problemi dell’espansione e di una più incisiva qualificazione del settore, è costituito dal reperimento dei fondi utili a coprire i notevoli investimenti prodotti.
Quelli di supporto, si identificano anzitutto nell’auspicio di una più efficace e corretta intesa impresa-cittadino, nel recupero del patrimonio edilizio rurale riguardante la ristrutturazione, il riadattamento, e l’arredamento dei locali, l’organizzazione degli spazi destinati alla sosta, ed alle attività ludiche e ricreative degli ospiti, la realizzazione, nei locali delle aziende, di ambienti e di strutture per la conservazione, nonché nella vendita al dettaglio nel consumo dei prodotti e nella sistemazione e riattivazione degli impianti idrici, elettrici, termici ed igienicosanitari, necessari per il funzionamento delle imprese agrituristiche; al fine di sostenere le dinamiche del mondo animale e sviluppare maggiori interessi tra industria, economia e turismo.
Molte iniziative sono tuttora legate alla vocazione ricettiva, al recupero della vitalità e della capacità imprenditoriali dei singoli agricoltori, al ‘“Fai da te” ed agli impegni stagionali. Troppo spesso si avvertono, in materia, la latitanza e l’impegno saltuario delle istituzioni politiche, amministrative e di categoria e soprattutto i vincoli delle pastoie burocratiche. L’istituzione dei Centri Servizi Territoriali potrebbe essere il volano per snellire, facilitare e moltiplicare opportunità ed offerta di servizi. Utile indicazione per il turista, sarebbe anche la creazione di una card elettronica che metta in rete, nello stesso unico sistema, i siti archeologici, i circuiti culturali e naturalistici nonché i mezzi pubblici i ristoranti e gli alberghi.
Per conferire maggiore efficienza alle nostre organizzazioni agrituristiche e ridurre il turismo del sacco a pelo, occorre tutto un ventaglio di iniziative. Nonostante un discreto numero di aziende, si avverte la carenza di un opportuno servizio creativo, l’opportunità di proporre materiali promozionali come locandine, dépliant, insegne, guide pratiche all’agricoltura, prusst per la riqualificazione professionale, campagne pubblicitarie per far entrare il territorio provinciale nel circuito nazionale ed europeo e la formazione di accompagnatori turistici di gruppo, selezionati e qualificati.
L’area rurale della Sabina, ivi compreso l’agriturismo, riscontra un livello chiaramente inadeguato di pubblicità. Gli stupendi paesaggi, uniti all’eccellenza ed alla tipicità dei prodotti locali, conferiscono un’attrattiva tutta particolare per gli ospiti. Occorre però creare un tessuto connettivo tra paesaggio, cultura e cibo ed una rete creativa da tessere in collaborazione tra strutture d’accoglienza ed il territorio e superare le barriere comunali, in modo di fare sistema e creare nuove esperienze positive.
Sarebbe anche opportuno migliorare la scarsa cultura turistica dei contadini e degli operatori, diversificare le attività, attuare lo scaglionamento delle ferie, innescare nuove iniziative promozionali e nuove vie di coordinamento per migliorare la viabilità con il raddoppio della Salaria e la creazione di un’efficiente ferrovia, predisporre infine opportune e gradevoli strategie operative in favore di un agriturismo”, ricco di potenzialità e di riverberi occupazionali, maggiormente competitivo nonché gratificato di adeguati incentivi e più aperto alle forze giovani della nostra società.
Autore: Renzo Di Mario
01/12/2007
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